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Motori, tecnologia, tessile e alimentare. Quattro idee per investire nel Triangolo

Il quadrante Nord Ovest è pronto per la riscossa dopo la pandemia di Covid-19. E così, tanto per gli investitori quanto per le circa 460 mila imprese che compongono il tessuto connettivo di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, si profila una stagione di rilancio possibile che ha pochi precedenti dal Secondo dopoguerra. Grazie all’Europa, e al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), arriveranno risorse utili per l’imprenditoria. La sfida sarà creare valore di lungo periodo, e non sono pochi i settori capaci di generare rendimenti degni di nota. Dall’automotive all’alimentare, passando per il rinnovabile.

L’occasione è ghiotta. Il Pnrr è capace di catalizzare gli investimenti e, in potenza, di rivoluzionare il quadro in cui agisce una singola area produttiva. Tra le principali aree d’intervento ci sono la digitalizzazione (49,2 miliardi di euro), la rivoluzione verde e la transizione ecologica (68,6 miliardi) e le infrastrutture (31,4 miliardi). E da qui bisogna partire, comincia a dire Massimiliano Schena, direttore degli investimenti di Symphonia Sgr. Che indica i punti verso cui orientarsi.

«In ciascuno di questi comparti il Nordovest vanta società di primario livello, destinate a fornire un contributo fondamentale nel rilancio del sistema Italia», spiega l’analista, che individua tre realtà modello nello specifico. «Reply, uno dei principali operatori italiani nell’ambito dei servizi IT, che negli ultimi anni ha evidenziato una notevole crescita, non solo in termini di ricavi, ma anche a livello di offerta di soluzioni tecnologiche», esordisce Schena. Poi c’è Erg, «un gruppo che ha subito una profonda trasformazione, passando dal settore petrolifero alle energie rinnovabili e diventando tra i principali player europei nel segmento dell’energia eolica». Infine «Buzzi Unicem, tra i leader in Italia e ottavo al mondo nel settore del cemento, si tratta di un gruppo di elevata qualità, che ha saputo combinare in modo equilibrato crescita organica ed acquisizioni».

Motori, tecnologia, tessile e alimentare. Quattro idee per investire nel Triangolo

Il nuovo e il passato, secondo Luca Novati, Senior Fund Manager di Finint Investments Sgr, possono giocare un ruolo rilevante. Nel Nord Ovest, dice prima di tutto, i punti di forza del territorio possono essere identificati nel ruolo storico dell’industria automotive che è stata capace di generare distretti, in logica di filiera, con particolari capacità di innovazione e digitalizzazione, dalla robotica ai macchinari per la taratura dei semiconduttori.

Tutto senza dimenticare «la capacità di innovazione, dovuta a diversi fattori, quali la presenza di istituzioni di eccellenza (Politecnico, Istituto Italiano di Tecnologia, Istituto Italiano di Ricerca Metrologica), un alto tasso di domande di brevetto ed un’alta concentrazione di start-up innovative, nella dotazione infrastrutturale superiore alla media», fa notare. Queste peculiarità, continua, «hanno permesso al Nord Ovest un processo di riconversione dopo la crisi del 2008-2009 verso una valorizzazione dell’economia territoriale, grazie alla presenza di comparti tradizionali del Made in Italy (ad esempio l’alimentare) e al rafforzamento del segmento dei servizi avanzati (la logistica), nonostante sia stato tradizionalmente un territorio legato allo sviluppo dell’industria pesante». E da qui si può ripartire, ma senza dimenticare un aspetto cruciale del Pnrr, ovvero la transizione ecologica. «Ci sarà un potenziamento e uno sviluppo dei settori legati alle energie alternative (con particolare riferimento ai ruoli di general contractor e O&M nel biometano) e del settore considerato strategico dell’accumulo di energia (batterie)», dice Novati. L’orientamento alle nuove tecnologie e una rinnovata coscienza ecologica potrebbe essere la base da cui partire per cercare valore. Questo è ciò su cui punta invece Riccardo Martinelli, partner di Vitale. Il quale rimarca che «un primo trend trasversale è la sempre maggiore attenzione all’ambito sostenibilità, che sta trainando le realtà attive nell’economia circolare. Penso a tutto il comparto rappresentato dal riciclo». Ma ci sono altri due segmenti su cui puntare, secondo Martinelli. Il primo è la componentistica automotive, che secondo il banchiere si trova davanti a una sfida epocale. «La quantità e la qualità di componenti necessari per la transizione verso le auto elettriche sarà molto diversa da quella attuale», dice. E poi c’è un altro settore.

«È l’alimentare, in cui la competenza nei prodotti di qualità e biologici continuerà a rappresentare un fattore premiante, potenziato anche dalle opportunità offerte dai canali digitali», sottolinea Martinelli. Il quale nota anche positività anche nel comparto delle infrastrutture e dell’edilizia, con i trend positivi legati alla ristrutturazioni.

Oltre alle possibilità fra tradizione e territorio c’è però di più. E lo fa notare Alberto Lampertico, direttore degli investimenti del team di Private Debt di Riello Investimenti Partners Sgr. «Nel Nord Ovest negli ultimi 5 anni abbiamo valutato più di 80 dossier», spiega. E c’è un nome in particolare che può creare valore. «Ett, basata a Genova, ben rappresenta quelle che riteniamo essere delle eccellenze nel loro settore. Ett ci ha colpito per la capacità di combinare un elevato know how tecnologico ad una dimensione umanistica e culturale», afferma. La società si occupa di progettazione e realizzazione di sistemi per la pubblica amministrazione con l’obiettivo di rendere più evoluti ed accessibili i servizi. Tema importante per lo sviluppo del cosiddetto e-government, diventato sempre più cruciale dopo la pandemia di Sars-Cov-2. Non manca, tuttavia, un riferimento al comparto del tessile.

Secondo un rapporto di PricewaterhouseCoopers, la macroregione Nord Ovest può contare sui filati come sorgente di valore aggiunto. Questo perché storicamente il Biellese è fonte di eccellenza a livello globale, e una volta finita l’emergenza pandemica è legittimo attendersi un ritorno alla normalità della vita in ufficio. Ma anche perché le maggiori imprese tessili del Nord Ovest hanno iniziato da tempo un percorso di crescita aziendale basato sulla sostenibilità, sempre più richiesta dalle nuove generazioni.

Ultimo – non per importanza – l’immobiliare non residenziale. Un mercato che, come ricordava Prelios nel gennaio 2020, per il Nord Ovest valeva almeno 5 miliardi di euro. Il ritorno in ufficio sarà graduale, ma soprattutto guarderà all’edilizia amica dell’ambiente. Un altro capitolo da monitorare per chi cerca rendimenti di lungo periodo.

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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