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MOTORI – New Fiat 126 Vision, il prototipo che arriva dal passato

Era stata lanciata nel 1972 come erede della leggendaria 500 di cui, va detto, non sarebbe riuscita ad eguagliare il successo. Ma come tutte le piccole Fiat, la 126 è riuscita a guadagnarsi comunque una fetta di storia nel cuore degli appassionati e dei puristi, essendo l’ultima vettura con il motore posteriore prodotta dal marchio torinese.

Una city-car antesignana un po’ dimenticata dalla storia, che ha ispirato la fantasia di MA-DE, uno studio di design di Como affollato di giovani, creato nel 2015 da Andrea Della Vecchia e Woody Chui. Malgrado la giovane età e le contaminazioni di decenni di design e culture multimediali, il frutto dei loro sforzi è una reinterpretazione di un classico intramontabile come la vetturetta Fiat, aggiornata al secolo e allo stile attuale e – ovviamente – elettrica a emissioni zero.

La New Fiat 126 Vision, che come chicca ripropone il motore posteriore, nasce per ospitare quattro persone, decisamente più comode rispetto all’originale, grazie a misure più generose che nulla tolgono all’effetto finale. “In questo concept la Fiat 126 non perde la sua identità, ma anzi si rafforza – commenta Della Vecchia – abbiamo deciso di preservare, adottando una nuova interpretazione, la sagoma e alcuni elementi stilistici inconfondibili, come il tetto rastremato nella parte posteriore e i fari squadrati dominati dalla linea del carattere che circonda il veicolo”.

Ma si tratta pur sempre del prototipo di una vettura che, partendo dall’ambizione di sfidare i mercati, non dimentica il passato e neanche evita il presente: le maniglie delle portiere a scomparsa e i cerchi in lega, dettagli che la 126 originale neanche si sognava, non mancano sulla nuova versione.

Al momento, è giusto ribadirlo, la New Fiat 126 Vision non è altro che un esercizio di stile. Ma non sono pochi coloro a cui piacerebbe molto rivederla circolare per le strade, magari per replicare il successo della 500, che in casa FCA sembrano voler raddoppiare con la prossima riproposizione della Tipo e della Trepiuno.

La 126 originale, lunga tre metri e cinque centimetri, era nata ispirandosi al City Taxi, sorta di visione urbana futuristica di Pio Manzù, padre della 127, un’altra leggenda marchiata Fiat. Come la 500, di cui doveva raccogliere le fortune, era una compatta 4 posti e 2 porte che però adottava un primordiale sistema di sicurezza rappresentato da zone ad assorbimento degli urti. Prodotta fra il 1972 ed il 2000, e venduta in 4milioni e 600mila esemplari, dalla costola della 126 nacquero “spin off” automobilistici come la Zastava 126 jugoslava, la versione austriaca della Steyr-Puch e la DIM prodotta in Grecia.

(foto: MA-DE Studio)

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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