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MOTORI – Mini JCW, il mostro che sfida il Nürburgring

Quando un’auto incontra il “Nürburgring”, l’auto non ha scelta: o è realmente affidabile in tutto e per tutto, oppure è spacciata. Per affrontare la “Nordschleife”, l’inferno verde, servono doti non comuni: i 25,378 km unicamente adibiti alla “24 Ore del Nürburgring” non sono roba da tutti. Il pericolo, con un solo rettilineo lungo 3 km e ben 98 curve disseminate tra i fitti boschi dell’Eifel, è ovunque, e lo era ancora di più nel 1970, quando l’anello fu completato.

Dopo una pausa di dieci anni, è quello che nel 2022 “Mini John Cooper Works” ha deciso di fare, partecipando alla leggendaria 24 ore nella classe SP3T con i colori del team privato “Bulldog Racing”. Sarà la 50esima edizione, fra il 26 e il 29 maggio.

Il veicolo di partenza è una Mini John Cooper Works con motore turbo a 4 cilindri con 225 kW/306 CV e 450 Nm di coppia massima. Dotata di cambio Steptronic a 8 rapporti derivato dalla produzione in serie, vanta un bloccaggio meccanico del differenziale integrato con effetto fino al 70%. Per prepararla all’inferno del Nürburgring sono state apportate alcune modifiche che vanno ben oltre gli standard della classe SP3T: una gabbia sviluppata appositamente, volume del serbatoio aumentato a 100 litri, ala posteriore regolabile, sottoscocca completamente coperto, diffusore posteriore e splitter anteriore. Sono state montate sospensioni da corsa con smorzamento regolabile in estensione e in compressione, mentre il sistema di scarico è stato adattato con un catalizzatore da corsa.



Tra l’inizio del progetto e il roll-out alla fine di marzo 2022 sono passati solo sette mesi: nelle prossime settimane e fino all’inizio della 24 Ore, sono previsti ulteriori test sul Nordschleife del Nürburgring e presso il centro di test del BMW Group a Miramas, nel sud della Francia.

Le speranze di rimpolpare il già lungo palmarès di Mini ci sono: tutto era iniziato nel 1962, quando Pat Moss porta per la prima volta Mini su un traguardo, quello del “Tulip Rally”. Era l’inizio di una storia piena nei rally che sarebbe proseguita con 3 vittorie al Rally di Monte Carlo (1964, 1965 e 1967), per un totale di sei vittorie totali, compresa l’incredibile infilata del Rally di Dakar (2012, 2013, 2014, 2015, 2020 e 2021).

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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