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MOTORI – I primi vent’anni di Mini

Solo l’11 settembre, la tragedia delle Torri Gemelle di New York che ha cambiato per sempre la storia del mondo, era riuscita ad offuscare il debutto della “Mini” di appena tre giorni prima. L’attesissima rivisitazione firmata BMW di uno dei modelli di auto più amati di sempre, annunciata da tempo e accompagnata da un’attesa spasmodica. Somigliava tanto alla vecchia Mini ideata da Sir Alec Issinogis nel 1959, ma nascondeva un progetto assai moderno e raffinato capace di mantenere un filo con il passato garantendo il capitolato di emozioni che si aspetta salendo su una Mini: il “go kart feeling”.

Dopo aver tastato in lungo e in largo gli umori e il palato della clientela, universamente entusiasta all’idea di rivedere su strada una vera leggenda dell’automobile, era arrivata in due versioni iniziali, la “One” e la “Cooper”: un anno dopo, nel 2002, dagli stabilimenti di Oxford, usciva l’esemplare numero 100mila.

La maturità arriva nel 2004 con il primo restyling che tocca tanto l’estetica quanto la meccanica, con l’aggiunta di un kit “John Cooper Works” che strizza l’occhio a chi è in cerca adrenalina. È un successo che si ripete ovunque e spinge perché Mini diventi un brand a sé, rimpolpato da varianti scandite con puntualità teutonica che consacrano l’idea vincente di BMW: arrivano la Coupé e la Roadster a due posti, la “familiare” Countryman e la Paceman.

La terza è pronta nel 2014, e si porta appresso la novità delle cinque porte, mentre da Oxford esce l’esemplare che segna il traguardo dei 10milioni di esemplari.

Dal giorno del debutto sono passati esattamente vent’anni, che il brand “Mini” ha deciso di celebrare raccontandone la storia. Proprio in questi giorni, esce in libreria e sulle principali piattaforme digitali il libro “THE BIG LOVE – Una storia (d’amore) lunga 20 anni”, edito da Electa. Un volume che ripercorre la storia italiana del marchio e celebra i primi 20 anni di produzione toccando la comunicazione precedente al lancio, quando il progetto era ancora top secret, fino alla stretta interazione con il mondo del design, del cinema e della moda, tre ambiti che Mini ha saputo contaminare e intercettare per tempo, aggiungendo ogni volta quel tocco in più.

Vent’anni di storia raccontati attraverso immagini esclusive che ripercorrono le diverse iniziative condivise da Mini nel corso degli anni con la una sconfinata Community di appassionati e le testimonianze di chi Mini l’ha vissuta in prima persona: Massimiliano Di Silvestre, Stefano Ronzoni, Mario Calabresi, Marco Makaus, Luca Scotto, Anna Agnelli, Aldo Colonetti, Francesco Festuccia, Pier Francesco Favino, Michele Lupi, Ildo Damiano, Massimo Bottura, Oliver Heilmer e Renzo Vitale. Il libro vuole essere un ideale omaggio ad alcuni dei protagonisti che in questi 20 anni hanno contribuito a fare del brand un punto di riferimento nel nostro Paese, ben oltre i confini del mondo automotive.

“MINI in Italia suscitò, da subito, un grandissimo interesse. E divenne ben presto un successo. È stata una sfida vinta – commenta Massimiliano Di Silvestre, Presidente e AD di BMW Italia – è stata l’apertura di un universo che ha arricchito in modo straordinario il patrimonio del nostro gruppo, portando all’interno idee nuove, persone nuove e avvicinandoci a mondi che fino a quel momento non avevamo intercettato e con i quali non avevamo mai dialogato”.

“Mini non è solo un prodotto ma un brand, che rappresenta complicità, divertimento, passione e inclusione – aggiunge Stefano Ronzoni, Direttore MINI Italia – una sfida nata 20 anni fa e una conferma ancora oggi, che tiene unita una vasta fan base di appassionati, che si identifica nei valori del brand e trova risposta in una gamma completa di prodotti che soddisfa ogni tipo di esigenza”.

Una storia d’amore che è solo all’inizio: a partire dal 2030, Mini sarà il primo marchio del BMW Group con l’intera gamma completamente elettrificata.

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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