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Motori fuoribordo mangia-plastica

Suzuki ha sviluppato un interessante dispositivo per motori fuoribordo che consente di raccogliere la microplastica presente nell’acqua. Si chiama Suzuki Micro-Plastic Collector e si propone di dare una mano a contenere il dannoso e fastidioso problema dell’inquinamento marino, che tanto rovina la vita animale, quanto mette a repentaglio a immediato, medio e lungo termine anche la nostra.

I rifiuti di plastica presenti in mare e negli oceani sono divenuti un problema ambientale rilevante. Si tratta di materiali gettati senza coscienza, mal gestiti, smaltiti erroneamente. Una volta in mare questi materiali si scompongono in microplastiche, il cui impatto sull’ecosistema è di ampia portata. Infatti a differenza dei rifiuti visibili, quelli che si possono raccogliere con relativa facilità e che possono generare una comprensibile indignazione, le microplastiche vengono ingerite dagli esseri viventi che popolano le acque, e pure possono finire nei nostri piatti attraverso il consumo di pesce.

Gli ingegneri di Suzuki hanno cercato di trovare una soluzione tecnologica a questo problema. Essi si sono concentrati sulla struttura del fuoribordo che, quando è in funzione, aspira e rimette in mare tonnellate di acqua. Ebbene, il nuovo dispositivo di filtraggio e raccolta, che ha seguito questo studio, cattura la microplastica utilizzando proprio il sistema di ricircolo dell’acqua di raffreddamento.

Il dispositivo può essere installato all’interno del sistema di raffreddamento e non influisce sulle prestazioni del motore, in quanto impiega solo l’acqua che è già stata utilizzata per raffreddarlo. Secondo quanto è emerso da una ricerca condotta in Giappone, fra le sostanze raccolte attraverso questo sistema di filtraggio, sono stati trovati rilevanti depositi. La ricerca continua per stabilire con esattezza i margini potenziali che il dispositivo può raggiungere attraverso eventualmente una maggiore efficacia nel filtraggio.

La tecnologia è infatti un buon primo passo verso anche una sorta di riconciliazione tra la figura del motore, criticato per il suo impatto sull’inquinamento atmosferico, e la natura che lo circonda. Intanto Suzuki ha avuto modo di intervenire anche a monte dell’installazione e della produzione di questo motore, progettando sistemi d’imballaggio per i fuoribordo con uso ridotto della plastica. Per quanto riguarda le spedizioni di parti di ricambio originali, da settembre 2020 la casa di Hamamatsu ha sostituito gli imballaggi in plastica con altri composti prevalentemente da carta.

Suzuki conta di introdurre il dispositivo di filtraggio come optional sui propri fuoribordo a partire dal 2021 e successivamente di renderlo disponibile come tecnologia standard per la propria gamma. L’iniziativa fa parte, per coerenza, del Suzuki Clean Ocean Project, una campagna che la casa giapponese ha istituito per dare un contributo personale e fattivo alla pulizia di mari, fiumi e laghi. Dal 2011 sono stati oltre 8.000 i dipendenti e manager stipendiati dal marchio che hanno volontariamente partecipato alle attività di pulizia, che quest’anno giungeranno alla 10° edizione.

Fonte: formulapassion.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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