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MOTORI – Ferrari Portofino M, la riscoperta della scoperta

Se l’uscita di qualsiasi sogno su ruote marchiato Ferrari è di per sé un avvenimento, il debutto ufficiale della Portofino M, a tre anni dalla nascita della GT2+ che sostituisce, ha un valore perfino doppio. È la prima Ferrari ad uscire dall’officina dei sogni di Maranello dopo la chiusura causa pandemia, e in qualche modo diventa il simbolo orgoglioso della rinascita del Made in Italy più apprezzato al mondo.

La “M”, nello slang Ferrari abbrevia il termine “Modificata” con cui si declinano i modelli sottoposti a miglioria, e in effetti l’evoluzione della spider-coupé Portofino arriva dopo un lungo percorso di “vedo-non vedo” riservato ai clienti del Cavallino Rampante, che attraverso una newsletter hanno avuto modo di sbirciare su una piattaforma online esclusiva le anticipazioni di concept, design e innovazioni tecniche.

Di novità, la Portofino M ne porta in dote parecchie, a cominciare dal propulsore, passando per il nuovo cambio a otto rapporti e il debutto del Manettino a cinque posizioni con modalità Race, in prima visione assoluta.

L’aggiunta di 20 CV – portati a 620 in totale grazie al nuovo disegno degli alberi a camme – del pluripremiato powertrain V8 turbo da 3.855 cc sono la punta di diamante, anche se la novità vera è il nuovo cambio a doppia frizione in bagno d’olio a otto rapporti che sostituisce quello a sette marce, per la prima volta installato su una vettura a tetto aperto. Riprogettato partendo dall’inizio, il cambio è stato ridotto del 20% nell’ingombro, a fronte di un aumento della coppia trasmessa del 35%.

Ma al popolo dei ferraristi piacerà tanto l’introduzione del Manettino a cinque posizioni, contro i tre precedenti, che combinato al sofisticato lavoro del controllo di dinamica laterale “Ferrari Dynamic Enhancer”, aggiunge la goduriosa modalità Race. Fra le dotazioni di bordo anche i sistemi avanzati di assistenza alla guida (cruise control adattativo con funzione Stop&Go, monitoraggio angolo cieco dei retrovisori, differenziale elettronico e controllo di trazione) e i sedili ventilati e riscaldati, oltre al sistema multimediale con schermo da 10,3”.

A livello estetico si rinnova il design dell’anteriore, particolarmente visibile sul paraurti, reso ancora più aggressivo, ma anche lo sfogo d’aria davanti ai parafanghi e il diffusore inserito nel paracolpi posteriore.

All’appello mancano solo i numeri, che sbadati: 320 km/h di velocità massima e 3,5 secondi per partire da fermi e raggiungere i 100 km/h. Il tutto a fronte di un assegno da 206 mila euro, 10mila in più della “vecchia” Portofino.

LA SCHEDA TECNICA

Motore: V8 – 90° Turbo

Cilindrata: 3.855 cc

Alesaggio e corsa: 86,5 mm x 82 mm

Potenza max: 456 kW (620 CV) e 5750.7500 giri/min

Coppia max: 760 Nm a 3000 ÷ 5750 giri/min

Lunghezza: 4.594 mm

Larghezza: 1.938 mm (2020 con retrovisori)

Altezza: 1.318 mm

Passo: 2.670 mm

Peso a secco: 1.545 kg

Velocità max: 320 km/h

0-100 km/h: 3,45 s

0-200 km/h: 9,8 s

Consumi/emissioni: in fase di omologazione

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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