Viva Italia

Informazione libera e indipendente

MOTORI – Ferrari 296 GT3, affamata di asfalto

Nel 1924, un anno dopo la nascita della “24 Ore di Le Mans”, il “Royal Automobile Club Belgium” decideva di creare un’altra gara di durata destinata alla leggenda: la “24 Ore di Spa-Francorchamps”.È questo il palcoscenico scelto dalla Ferrari per svelare la “296 GT3”, che debutterà il prossimo anno alla “24 Ore di Daytona”.

Derivata dalla berlinetta sportiva stradale a 2 posti “296 GTB”, rappresenta il futuro del Cavallino Rampante nelle competizioni per vetture gran turismo, quelle che permettono la relazione più stretta con la clientela e il travaso di tecnologie e soluzioni sulle vetture di serie.

Definita un progetto innovativo, la Ferrari 296 GT3 rappresenta un percorso in pista e fuori che la factory di Maranello ha deciso di sviluppare per perpetrare la tradizione che affonda le sue radici nel 1949, quando la “166 MM” si aggiudicò la 24 Ore di Le Mans. Un approccio nuovo dal punto di vista della progettazione, della gestione della vettura in tutte le fasi della gara, dell’elettronica, fino alla nuova architettura del propulsore, un 6 cilindri turbo. Un concetto inedito, creato attorno alle esigenze dei team, dei piloti professionisti e dei gentlemen driver, storicamente al centro delle attenzioni della Casa.

Una vettura studiata minuziosamente in ogni dettaglio, sotto tutti i punti di vista, secondo i dettami del nuovo regolamento dedicato alle GT3. 
Segna il ritorno in pista di una Ferrari con propulsore 6 cilindri anche se, da regolamento, non è dotata dell’unità elettrica che invece caratterizza la 296 GTB. Per il motore termico V6 della 296 GT3, che deriva da quello della gemella stradale, si è optato per l’introduzione della configurazione a ‘V’ da 120° con i turbo posizionati all’interno della ‘V’: oltre a migliorare compattezza e riduzione di massa, favorisce il raggiungimento di elevatissimi livelli di potenza. Il motore è collocato in posizione più avanzata e abbassata rispetto alla versione stradale, a tutto vantaggio dell’abbassamento del baricentro e della rigidezza torsionale che, rispetto alla 488 GT3. 
 Tutta la fluidodinamica interna del motore e le componenti adottate per la versione da pista del propulsore sono state studiate e messe a punto dagli ingegneri di Ferrari per garantire prestazioni, affidabilità e guidabilità da sfruttare sia nelle gare “Sprint” che in quelle “Endurance”. Proprio per questa tipologia di competizioni, sono stati adottati tutti gli accorgimenti utili a limitare in maniera significativa i consumi, senza sacrificare le performance, per consentire una maggior flessibilità nelle strategie di gara, e ridurre i tempi di intervento. L’alternatore, ad esempio, è attaccato al cambio, per migliorare la compattezza e la rigidità dell’insieme e rendere più agevole l’accesso dei tecnici.

Nella 296 GT3, il cambio è nuovo e sviluppato appositamente: i progettisti hanno optato per un’unità con frizione monodisco a sei marce, disposta trasversalmente a tutto vantaggio dell’aerodinamica e della distribuzione dei pesi. Anziché essere meccanica a pedale, l’attuazione della frizione elettronica si controlla al volante.

Il design futuro di Ferrari nelle competizioni GT si sviluppa attorno ai volumi della 296 GTB, ridefinendoli in funzione delle richieste della pista e delle performance grazie al lavoro di squadra tra Centro Stile. Il design della vettura, al netto delle appendici o degli elementi caratteristici della versione da corsa, ha mantenuto intatto il collegamento al modello di serie. L’obiettivo degli ingegneri Ferrari è stato quello di creare una configurazione aerodinamica in grado di ridurre le sensibilità alle variazioni di assetto, a tutto vantaggio di performance e maneggevolezza. Un lavoro accurato su forme e dettagli che ha portato ad un guadagno del 20% in termini di carico verticale sulla vettura rispetto alla generazione precedente. La geometria di tutte le componenti, da quelle del corpo vettura alle appendici alari, è stata studiata approfonditamente sia al variare delle condizioni operative, sia nelle mutue interazioni aerodinamiche, per ottimizzarne la performance e renderla robusta nei diversi contesti di gara anche in situazioni di scia dietro ad altre vetture. Dallo splitter anteriore all’estrattore posteriore caratterizzato da un diffusore dal sofisticato disegno tridimensionale, la 296 GT3 spicca per la raffinatezza del design funzionale al raggiungimento della massima efficienza aerodinamica.

Intuitività, visibilità e accessibilità sono principi cardine attorno a cui sono stati definiti gli assi di sviluppo dell’abitacolo della 296 GT3, senza dimenticare aspetti fondamentali quali sicurezza e comfort. Rispetto alla 488 GT3, l’abitacolo è stato completamente riprogettato sulla base delle indicazioni raccolte tanto dai piloti quanto dai clienti: il risultato è una cellula costruita per permettere all’occupante di trovare la miglior posizione di guida, con le principali funzioni sempre a portata di mano. Molti dei comandi e delle funzionalità sono state trasferite sul nuovo volante, ispirato a quello delle monoposto di Formula 1, mentre il sedile Sabelt permette una visibilità ottimale tanto di giorno quanto di notte, oltre ad un nuovo livello di comfort che grazie a pedali e sterzo regolabili, sono in grado di trovare la migliore collocazione.

Il telaio in alluminio della 296 GT3 è completamente inedito: per lo studio della struttura di sicurezza i progettisti hanno fatto ricorso al tecnologie e soluzioni più innovative soprattutto sul fronte di leghe e materiali. Rispetto alla versione stradale, la 296 GT3 si caratterizza per un passo allungato: i doppi bracci oscillanti, all’anteriore e al posteriore, sono progettati per offrire il massimo supporto in termini di aderenza anche alle alte velocità. Anche l’impianto frenante è stato rivisto e potenziato, con pinze e dischi (400 mm all’avantreno) di nuova concezione. Completamente inediti, invece, i cerchi, sviluppati e omologati in esclusiva da “Rotiform” per questo modello.

SCHEDA TECNICA

MOTORE

Tipo: F163CE, 6 cil. V 120°, 4 valvole per cilindro, 2992 cm3, GDI Turbo

Alesaggio/corsa: 88 x 82 mm


Potenza max: circa 600 CV* a 7250 giri/min

Coppia max: circa 710 Nm* a 5500 giri/min

Cambio: trasversale sequenziale, 6 velocità
. Rotary e-shift actuator gearshift with paddles on the steering wheel E-clutch, attuatore elettronico della frizione con palette al volante. Cambio in magnesio con serbatoio recupero olio integrato

TELAIO

Carreggiata: 1726 mm ant., 1710 mm post., largh. 2050 mm max (senza specchietti)


Passo: 2660 mm


Peso a secco: 1250 kg

Sospensioni: anteriore e posteriore con doppio triangolo sovrapposto, bracci delle sospensioni in acciaio tubolare


Ammortizzatori: regolabili a 5 vie


Cerchi: anteriore 12,5” x 18”, posteriore 13” x 18”

Pneumatici: anteriore 30/68/18, posteriore 31/71/18

Dischi freno: anteriore Ø 400×36, posteriore 332×32

Pinze freno: anteriore 6 pistoncini, posteriore 4 pistoncini Pastiglie freno: anteriore 30 mm, posteriore 26.5 mm

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *