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Motori F1. Di unico c’è solo l’inganno

L’intervento di Gianluca Calvaresi che a seguito del prossimo abbandono della Formula 1 da parte della Honda, indica la strada della motorizzazione unica come necessaria garanzia di sopravvivenza della specialità, può lasciare perplesso qualche appassionato. Ma sollevare un tema, di per se divisivo come questo, vuol dire aprire gli occhi di fronte ad una realtà che per essere straordinariamente evidente, passa inosservata ai più.

Perché con la complicità di regolamenti sempre più restrittivi, la Formula 1 prevede già da molti anni, un solo motore per tutti. La differenziazione sta solo in uno estenuante processo di affinamento di soluzioni preimpostate. Secondo un asintoto per il quale a minimi incrementi prestazionali, fanno riscontro investimenti spropositati. Non solo sul motore, ma sull’intero universo della componentistica. Spesso condivisa al punto di generare un trasferimento di informazioni che diventano materiale prezioso per lotte intestine tra costruttori che minano alla base là credibilità di questo sport.

F1 | Formula Unica, unica soluzione

Per non parlare dell’indispensabile ricorso a strumenti in grado di trasformare i collaudi in pista, in esperienze virtuali. Ed è proprio in quelle segrete stanze che la Formula 1 si è isolata. Da se stessa e dal pubblico degli appassionati. Il Gran Premio della domenica è solo un momento di verifica di risultati già verificati e fatti passare per genuina competizione sportiva dagli ignari spettatori. Il risultato è un motore unico: non tanto per le prestazioni, quanto per i costi. Il problema da risolvere quindi è un altro e non è tanto quello del motore unico, ma piuttosto di salvarne la reciproca unicità.

Fonte: formulapassion.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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