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Motori e piloti allo Sport tech district: riflettori su E-Agle Trento Racing Team, la scuderia universitaria ha raccontato la monoposto elettrica ”Fenice”

TRENTO. Allo Sport tech district, l’area del Festival dello sport, dedicata al connubio tra prestazione sportiva e tecnologia, sono stati protagonisti motori, pneumatici e piloti. Negli spazi dei giardini del Muse curati da Trentino Sviluppo, Fondazione Negrelli – Ordine degli Ingegneri di Trento e LoGin: Corriere della sera, si sono infatti avvicendati la scuderia universitaria E-Agle Trento Racing Team, l’imprenditore Valter Cont e il rallista Miki Biasion. A moderarli, un’ingegnera e pilota d’eccezione, Gabriella Pedroni, fresca del titolo di “campionessa italiana 2022”.

Ad aprire le danze una rappresentanza dei settanta studenti che compongono la scuderia universitaria E-Agle Trento Racing Team che con il loro coordinatore il professor Paolo Bosetti, hanno mostrato orgogliosi “Fenice”, la monoposto elettrica da loro sviluppata. Fondata nel 2016, la scuderia è iscritta infatti alla Formula Sae, la “Formula 1 delle auto elettriche” che vede a confronto circa 700 team provenienti da tutto il mondo.

Scatto 0-100 km/h in 3 secondi, 2 motori da 52kW e 40 chili in meno rispetto alla versione precedente sono le caratteristiche principali di “Fenice” reduce – negli ultimi mesi – da una serie di successi: il superamento per la prima volta delle ispezioni e quindi la possibilità di competere non solo nelle gare di design, ma anche su strada, la conquista del quinto posto in Italia nell’endurance e la chiusura all’undicesimo posto della più prestigiosa gara di endurance internazionale in Germania.

Il titolare dell’azienda roveretana LeCont, Valter Cont, ha poi illustrato un innovativo brevetto che permetterà alla sua impresa di vincere un’importante sfida diretta con la Cina. “Prima la pandemia e poi il grande aumento dei costi di trasporto – ha spiegato – ci danno la possibilità di diventare competitivi nello sviluppo di un nuovo prodotto, le gomme per i kartodromi turistici e indoor, particolarmente diffusi nel nord Europa. Sostanzialmente, il nostro brevetto permette di recuperare le gomme di queste strutture, che altrimenti andrebbero buttate: noi sgonfiamo lo pneumatico, sostituiamo il battistrada con quello nuovo, e rigonfiamo. Un’operazione da box di Formula 1, che noi rendiamo accessibile anche ai kartodromi”.

La leggenda del rally Miki Biasion ha invece raccontato: “Il rally è la specialità del motorsport che più dà informazioni ai tecnici e agli ingegneri che sviluppano le auto per il mercato. Le strade su cui si corre sono infatti quelle di tutti i giorni. Le vetture oggi, rispetto a quando correvo io, sono più pesanti, ma anche più veloci. Poi, c’è tutto il tema delle vetture ibride. Quanto al discorso dell’inquinamento: mi sento di dire che l’inquinamento causato alla montagna dai rally in un anno non è maggiore di quello provocato in un’ora in una metropoli come Milano”.

Fonte: ildolomiti.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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