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MOTORI – Anomalya, la supercar made in Toscana

È fra le quaranta frazioni circa che compongono il territorio di Capannori, a pochi km da Lucca, in Toscana, che nasce l’ennesimo sogno su ruote griffato con il Tricolore. Forse per questo l’imprenditore Sly Soldano e il suo Sly Garage Factory hanno scelto di chiamarla Anomalya: al 3.2 litri sei cilindri Porsche bastano 4,4 secondi per coprire 0-100, e un altro amen toccare i 270 km/h.

Per inciso: inutile contare i risparmi, i 10 esemplari previsti sono già stati venduti e prossimi a partire per Dubai, Belgio, Bolivia e Stati Uniti.

Ma visto che a modo suo fa cantare l’asfalto, Anomalya sta per diventare una delle vedette della prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, che ospiterà il lancio ufficiale al Grand Hotel des Anglais.

“Le Supercars di oggi, anche se papabili a chiunque abbia il portafoglio per acquistarne una, hanno rinunciato al loro carattere particolare ed elittario, dove per elittario significa “non alla portata di tutti”, per deviare verso un carattere molto più tenue e facile da gestire, fino a rendere questi bolidi di acciaio talmente evoluti da rendere il driver stesso poco più di un trasportato. Le supercars sfruttano al massimo della tecnologia elettronica abbinata al massimo della tecnologia meccanica per far si che la vettura dia il massimo assoluto in tempo sul giro all’interno di un ipotetico circuito. Anomalya nasce dall’esigenza di creare una supercars che riscopra la vera essenza che non è nell’apparire ma nell’essere, costruita su misura per i gentlemen driver e il loro divertimento”.

Anomalya racchiude venticinque anni di esperienza e tre anni e mezzo di lavoro, necessari per ricreare il piacere di guida delle supercars degli anni ‘90 abbinata a tecnica, materiali e tecnologie più attuali. Anomalya è, come dice il nome stesso, un’auto anomala: interamente realizzata artigianalmente, non è per tutti, è come la donna sbagliata di cui ci si innamora, consapevoli che non sia quella giusta, ma anche che non sarà più possibile farne a meno.

Fonte: quotidianocanavese.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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