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Morisi, Salvini si sfoga: “L’omofobia è a sinistra”

Gli avvoltoi rossi non hanno perso tempo per approfittare del caso Luca Morisi per attaccare la Lega a pochissimi giorni dalle importanti elezioni Amministrative. D’altronde non c’è da stupirsi, soprattutto se ricordiamo il metodo di azione usato negli anni passati dal Movimento 5 Stelle per entrare nel palazzo: ora i grillini fanno la morale ai leghisti, ma basta prendere qualche vecchia dichiarazione dei 5S per comprendere come il modus operandi pentastellato non sia stato privo di attacchi personali. Insomma, quale occasione migliore per la sinistra? Il fronte rosso spera ora più che mai in un flop del Carroccio, ma nel frattempo Matteo Salvini ha messo a nudo le incoerenze e gli opportunismi degli avversari.

Salvini attacca la sinistra

Il leader della Lega da diversi giorni è finito nel mirino del centrosinistra, che punta il dito nei suoi confronti e per certi versi esulta per il karma. In realtà più di qualcosa non torna nelle ricostruzioni fatte fino ad ora: ecco perché, va sempre ricordato, bisogna attendere che la giustizia faccia il proprio corso prima di propinare suggestioni e lanciare chiunque nel tritacarne mediatico.

Salvini ha fatto notare che “qualcuno fa politica facendo il guardone, spiando dal buco della serratura“. Ma si dice certo che la vicenda non avrà riflessi negativi sull’appuntamento elettorale di domenica 3 e lunedì 4 ottobre: “Gli italiani sono molto più intelligenti, liberi e svegli di quanto non li facciano i giornalisti“. Il numero uno leghista non ci sta e dunque ha denunciato di vedere “tanta omofobia a sinistra“.

Come mai? Perché in questi giorni sostiene di aver scoperto su alcuni giornali “che un leghista non può essere omosessuale“. Non a caso si è rivolto direttamente ad Alessandro Zan, principale promotore del disegno di legge contro l’omotransfobia: “Vorrei sapere cosa ne pensa il signor Zan di alcuni giornali che si occupano di guardonismo domestico anziché occuparsi dei problemi del Paese“.

Chi ha passato le carte su Morisi?

Intanto resta da sciogliere un nodo di fondo: chi ha passato le carte su Morisi? Chi ha fatto uscire la notizia a pochi giorni dal voto nonostante si tratti di una vicenda risalente ad agosto? In tal senso ieri la procuratrice Angela Barbaglio ha tenuto a chiarire che sia dalla procura di Verona sia dai carabinieri “nulla è stato detto“. Tra l’altro la Barbaglio ha parlato di “una storia banale” della scorsa estate: la denuncia risale al 14 agosto e pertanto viene considerato “un fatto antico“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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