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Mobilità, Minarelli festeggia i 70 anni e accelera con i motori elettrici

2′ di lettura

Era il 1951 quando Vittorio Minarelli e Franco Morini posero le basi di quella che oggi è conosciuta come Motori Minarelli (allora FBM-Fabbrica Bolognese Motocicli) e i festeggiamenti celebrati venerdì per i primi 70 anni non potevano essere più felici.

Perché l’ultimo anno di gestione Fantic Motor – il gruppo trevigiano che ha acquisito il 100% di Minarelli lo scorso gennaio e ha riportato sotto la bandiera tricolore il marchio storico bolognese dopo vent’anni di proprietà giapponese Yamaha – ha soffiato via, come ricordi lontani, tavoli di crisi, scioperi, lotte sindacali che hanno dimezzato la forza lavoro e ha riportato l’attenzione sui piani di sviluppo, investimenti, assunzioni nello stabilimento di Lippo di Calderara di Reno, prima periferia bolognese, dove oggi si producono motori endotermici 4 tempi e 2 tempi.

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«Quando sono arrivato, il 18 gennaio scorso – racconta Vittorino Filippas, direttore generale di Motori Minarelli – c’erano 186 dipendenti (tre quarti donne), oggi sono già 300 e non ci fermiamo qui. Perché alle spalle abbiamo 70 anni di storia e di emozioni legati alle due ruote, ma davanti abbiamo l’obiettivo di fare di Minarelli un centro di eccellenza a livello europeo per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di motori, non solo termici ma anche elettrici, power units, sistemi di propulsione, per l’industria del motociclo e tutta la mobilità leggera. E vogliamo fare le cose per bene, puntando su ricerca e innovazione. Abbiamo 70 anni di competenze e tradizione imprenditoriale, arricchiti dall’esperienza Yamaha, e la massa critica per rispondere alla sfida del mercato: i nuovi motori green sono complicati da costruire e sono capital intensive. Poche aziende motoristiche – sottolinea – possono permettersi di sostenerne i costi di sviluppo perché occorre lavorare su volumi di almeno 10-15mila pezzi l’anno».

Calderara ambisce a diventare il polo produttivo di motori innovativi e di qualità 100% Made in Italy per tutte le case motoristiche e di e-mobility europee, cavalcando la rivoluzione dell’elettrico in atto. «La gran parte dei costruttori di motocicli, e-bike, bici cargo sono Pmi che hanno bisogno di 3mila-5mila motori l’anno, così come le grandi case motoristiche hanno bisogno di motori di nicchia. Noi faremo massa critica per questi clienti, sviluppando per loro motori puliti customizzati», conclude il dg.

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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