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Migranti, Viminale lavora a un nuovo decreto per sanzioni e sequestro delle navi Ong

Il Viminale sta lavorando a una nuova norma che disciplini l’attività delle navi delle ong nelle acque territoriali italiani. Qualcosa di molto simile al primo Decreto sicurezza approvato nel periodo in cui Matteo Salvini era ministro dell’Interno, nel punto in cui tratta delle sanzioni amministrative e del sequestro dei battelli umanitari.

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La notizia è stata anticipata dalla stessa premier Giorgia Meloni: «Nuovi provvedimenti ci saranno sicuramente», ha dichiarato rispondendo a una domanda sulla possibilità che ci siano nuovi interventi legislativi in tema di immigrazione come la confisca delle navi delle ong. 

La linea «porti chiusi» potrebbe essere rinforzata da provvedimenti sulla falsa riga dei dl sicurezza del 2018, quando erano previste multe per le navi delle ong fino al milione di euro. Il testo è poi stato modificato mentre a capo del dicastero dell’Interno c’era Luciana Lamorgese, ed è intervenuto proprio sulle sanzioni relative al divieto di transito di queste navi. «In caso di violazione del divieto – è scritto nel decreto -, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Sono pertanto eliminate le sanzioni amministrative introdotte in precedenza».
E ancora: «Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare».

IL REATO PENALE

La modifica che ha tolto la questione amministrativa, aprendo la strada a una eventuale contestazione penale, potrebbe essere nuovamente rivista. E riguarderebbe, naturalmente, solo quelle navi che si muovono violando i divieti imposti dall’Italia. L’ufficio legislativo sta cercando la strada più giusta per ritornare alle sanzioni amministrative. E la ragione sta nel fatto che si tratta di provvedimenti molto più rapidi e immediatamente contestabili. Mentre il reato penale deve seguire un iter certamente più lungo.

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Non sarà comunque un lavoro facile, perché quel decreto sicurezza al quale il ministero potrebbe ispirarsi, è passato nel tempo sotto la ghigliottina di Consulta, Cassazione, ma soprattutto del presidente della Repubblica, che ha dato precise indicazioni da rispettare, sollevando due rilevanti criticità. Una proprio sulla sanzione pecunaria e un’altra sulla reiterazione della condotta. Indicazioni dalle quali non si potrà prescindere.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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