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Migranti, Luigi Di Maio alla riscossa sgambetta il Viminale

ANSA

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese (S), il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (C), e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (D), durante la presentazione della ”Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza”, Roma, 2 marzo 2020. ANSA / ETTORE FERRARI

“Affondare, sequestrare, distruggere”. Luigi Di Maio sembra uno sceriffo quando appare in diretta Facebook a tarda sera per lanciare la sua nuova crociata contro l’immigrazione, contro i barconi, soprattutto quelli che in questi giorni stanno arrivando dalla Tunisia. Una svolta securitaria di salviniana memoria per ritagliarsi nel governo uno spazio a destra, prendendo la rincorsa e sovrastando tutti. Anche chi come il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese pochi giorni fa è volata a Tunisi per aprire un canale di dialogo con il presidente Kais Saied e ottenendo l’impegno ad affrontare insieme l’emergenza, programmando aiuti per appoggiare un Paese in preda a una crisi economica mai vissuta prima. Il ministro degli Esteri invece si muove nel verso opposto. Prende di petto la questione, chiude i rubinetti e chiede di tagliare i fondi della cooperazione internazionale destinati alla Tunisia.

Di Maio invia una lettera al comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo della Farnesina chiedendo di rimandare la discussione sullo stanziamento di fondi della cooperazione in favore di Tunisi: “Vi chiedo di sospendere questo stanziamento di 6,5 mln di euro in attesa di un piano integrato più ampio proposto dalla viceministra del Re e di un risvolto nella collaborazione che abbiamo chiesto alle autorità tunisine in materia migratoria”. Richiesta legittima da parte del titolare della Farnesina ma destinata a far discutere all’interno della maggioranza.

Mentre continua il silenzio di Giuseppe Conte sul tema, il ministro degli Esteri cavalca un tema divisivo anche dentro i 5Stelle. Tema che spacca letteralmente in due il partito, tra chi vorrebbe lavorare sull’accoglienza e riscrivere i decreti sicurezza secondo l’intesa raggiunta in maggioranza giovedì sera, e chi invece quell’intesa l’ha già sconfessata perché troppo morbida con le Ong. In pratica verrebbero abolite le multe amministrative e si tornerebbe alla situazione pre Salvini, ovvero con le multe solo in seguito a un processo penale.

Nel Movimento 5 Stelle anche per questa ragione si è scatenato il caos. Il reggente Vito Crimi, in questi giorni finito nel mirino per l’accordo stretto con il Pd sulle presidenze di commissione, prova a riconquistare terreno e va a Lampedusa. È viceministro dell’Interno e cerca di ritagliarsi un ruolo da protagonista sposando anche lui una linea dura: “Chi non ha diritto non può restare in Italia”.

La diretta Facebook di Luigi Di Maio, a causa del Consiglio dei ministri durato più a lungo del previsto, dalle quattro del pomeriggio è slittata alle otto di sera e nel frattempo Crimi lo ha bruciato sul tempo. Ma l’ex capo politico continua nella sua crociata: “Rimpatri più veloci, non possiamo farli solo con gli aerei. C’è la percezione che sia cambiata qualcosa nei permessi di soggiorno, che sia automatico ma non è così”. Su questo è d’accordo anche il ministro Lamorgese, per la quale è giusto che i migranti economici, come quelli tunisini, tornino nel loro Paese.

In attesa che Tunisi faccia il proprio dovere sui rimpatri, il ministro Lamorgese sta mettendo in atto tutte le misure per gestire sbarchi e accoglienza, in una fase resa ancora più complessa dall’emergenza Covid. Un primo passo è stato fatto: dopo 3 gare andate deserte è stato assegnato il bando con cui il Viminale
puntava a reperire una nave dove far svolgere la quarantena ai migranti. Davanti a Lampedusa, probabilmente già all’inizio della settimana prossima, sarà ancorata una nave della società Grandi navi veloci con mille posti: tolti quelli che dovranno essere riservati a personale di bordo, forze di polizia e croce rossa, ci saranno tra i 600 e i 700 posti per i migranti. I primi saranno quelli che sono nell’hotspot di Lampedusa e nel centro di accoglienza di Porto Empedocle, entrambi al collasso.

Il Viminale, inoltre, è alla ricerca di un’altra imbarcazione, di dimensioni minori, che sarà trasferita in Calabria. Sembra invece essere caduta l’ipotesi di una grande tendopoli da realizzare tra Mizzini e Militello, in Sicilia.

Sul fronte politico, come si è detto, l’intesa trovata ieri sera sulle modifiche ai decreti sicurezza (cancellazione delle sanzioni amministrative per le Ong, allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria, revisione del sistema di accoglienza Siproimi, possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale) è naufragata dodici ore dopo. Lo dimostrano la decisione di rinviare la questione al consiglio dei ministri a settembre ma soprattutto la presa di posizione di una parte del Pd e di una parte del Movimento 5 Stelle.

Tra i due fuochi c’è la ministra Lamorgese, che sta tentando di riallacciare il discorso con l’Europa. Va letto in quest’ottica l’incontro di oggi con il collega francese, il neo ministro Ge’rald Darmanin. Una riunione “molto proficua” in cui Italia e Francia hanno avuto “piena condivisione” sulle proposte da portare a Bruxelles, quali: ripartire dall’accordo di Malta sulle redistribuzioni, dice Lamorgese, “che finora ha prodotto risultati importanti” e arrivare al vero nodo, una politica comune sui rimpatri. Presto il ministro tornerà a Tunisi con la commissaria europea Johansson. Nell’ottica di dialogo che lei sta cercando di intraprendere.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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