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Migranti, Conte ha potuto dare la colpa a Salvini. Non potrà darla a Lamorgese

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Giuseppe Conte

Sulla bomba sociale della ripresa degli sbarchi dei migranti, quest’anno ancora potenzialmente più deflagrante visto che contiene anche la nitroglicerina del Covid, il premier Conte finora ha avuto gioco facile. Facile perché il dibattito negli ultimi giorni si è inevitabilmente spostato su Matteo Salvini e le sue malefatte quando era ministro dell’Interno. Tutti a ricordare i proclami per i porti chiusi, il sequestro delle navi militari italiane e delle Ong,le estenuanti trattative con gli altri paesi europei per i ricollocamenti, i negoziati per far scendere dalle imbarcazioni almeno donne e bambini, la propaganda patriottica della chiusura delle frontiere del mare. Effettivamente una specie di galleria degli orrori. Insomma, è andato in scena un amarcord collettivo dell’estate del 2018, correlato a un profondo sospiro di sollievo per il “come eravamo cattivi e meno male che non lo siamo più”. Perché lui, Salvini, al Viminale non c’è più da un anno a questa parte. E nel frattempo deve affrontare due processi per sequestro di persone, mica roba da ridere.

Salvini non c’è più, certo. Però il problema non è scomparso, è sempre lì, come ci dimostra la cronaca. L’ex prefetto di Milano e ora ministro dell’Interno Lamorgese si trova a dover risolvere una situazione che si fa sempre più incandescente: ogni giorno arrivano una miriade di scafi e barchini dalla Tunisia, gli hotspost si riempiono sempre di più, soprattutto a Lampedusa, i migranti devono essere messi in quarantena e trasferiti in altri centri, i sindaci di questi centri sono sul piede di guerra, i cittadini a loro volta sono impauriti per una nuova ondata di Covid d’importazione. Al Viminale stanno facendo il possibile, ricordano che “il contesto è senza precedenti” e che la “gestione dei flussi è ancora più difficile per l’emergenza sanitaria”. Poco da aggiungere in effetti.

Quello che invece stupisce è il silenzio, anche questo senza precedenti, che arriva da palazzo Chigi. In questa settimana caldissima di sbarchi e fughe di massa dai centri d’accoglienza, Giuseppe Conte si è limitato a una laconica e lapalissiana dichiarazione: “la situazione è complessa”. Ce n’eravamo accorti. Bisognerebbe ora trovare una soluzione, anche “straordinaria”, come i dem Zingaretti e Orlando vanno ripetendo da giorni. Anche perché stavolta Conte non ha nessun uomo nero dietro cui nascondersi. Lamorgese non è Salvini. E anche questo è lapalissiano.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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