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Michele Emiliano e l’infornata dei dirigenti: ce ne sarà uno per assessorato

Michele Emiliano non ha fretta ma ha le idee chiare. Non ha fretta, innanzitutto, di fare la nuova giunta regionale: «Non è pronta – ha detto il governatore pugliese ieri durante una visita alla Fiera del Levante perché dobbiamo per forza attendere la proclamazione dei consiglieri, perché la Puglia ha questa regola, secondo la quale devo prendere gli assessori all’80% dagli eletti. Se io non so chi sono gli eletti, non posso fare la giunta. Ora abbiamo in carica la giunta precedente, che sta facendo perfettamente il suo lavoro e quindi nessun problema. La Corte d’Appello avrà tutto il tempo necessario per fare questi accertamenti». La sua proclamazione, tuttavia, è imminente. Già la prossima settimana entra formalmente nel secondo mandato ed è pronto a disegnare una nuova organizzazione della macchina regionale.
 

L’obiettivo è di mandare in soffitta il modello disegnato cinque anni fa basato su sei dipartimenti sui quali convergevano le deleghe di dieci assessorati. Un modello che non ha funzionato come doveva. Si torna al passato, al modello che c’era con il governo di Nichi Vendola quando a ogni assessore corrispondeva un supermanager. È possibile che Emiliano lo faccia con un atto proprio, da subito, prima di nominare gli assessori. Di certo ci sarà bisogno di nuove professionalità. Una moltiplicazione di nomine che potrebbe tornare utile per compensare l’impegno di movimenti e partiti che non hanno avuto rappresentanti in Consiglio e sarà complicato coinvolgere in giunta.
 
Non ci sarà quindi bisogno di ricorrere allo spoils system. Si va verso la riconferma di molti superdirigenti a cominciare dal capo di gabinetto, Claudio Stefanazzi. Così per Barbara Valenzano che ha sotto controllo il dossier della decarbonizzazione dell’ex Ilva e Vito Montanaro che alla sanità ha gestito la fase dell’emergenza Covid e che ora potrà avere Pierluigi Lopalco come interlocutore politico dopo averlo avuto come consulente della task force.
 
Se il modello verrà fuori prima della nomina della nuova giunta, la scelta dei manager, almeno dei 4 che dovranno essere reclutati, sarà fatta con i nuovi assessori. Nel frattempo andranno in scadenza l’incarico di Massimo Cassano al vertice dell’Arpal e il cda di Acquedotto pugliese. Se in via Cognetti sembra scontata la riconferma di Simeone di Cagno Abbrescia, la successione di Cassano è un cantiere aperto dove si scontrano anche le ambizioni di Gianni Stea di essere riconfermato assessore e quelle di Sebastiano Leo, che Emiliano rivorrebbe in giunta.

 

Ma, come detto, il governatore non ha fretta anche perché al coinvolgimento del Movimento 5 Stelle non ha rinunciato: « È una linea politica generale di tutto il Partito Democratico e di tutto il centrosinistra e attendiamo che a livello generale e a livello locale si possa aprire la discussione. La disponibilità c’è».
 
Anche tra i grillini eletti in Consiglio, il “ niet” espresso da Antonella Laricchia, non è poi così netto. C’è chi, come Cristian Casili e Rosa Barone, che dopo la proclamazione, si dicono pronti «a valutare temi e punti programmatici in un possibile dialogo con Emiliano » . Insomma c’è chi tra i pentastellati in Consiglio regionale è pronto a valutare proposte che dovessero arrivare dal governatore.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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