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Meteo: il mar mediterraneo è già caldo come a luglio, gli effetti per l’Italia potrebbero essere imminenti

Mari caldi, i rischi per l'ItaliaMari caldi, i rischi per l’ItaliaIl Mar Mediterraneo è già fin troppo caldo su molte aree rispetto alla media di riferimento e, nelle prossime settimane, potremmo però toccare dei livelli di temperatura davvero anomali e per certi versi preoccupanti, con effetti su buona parte dell’Italia. Tutto ciò infatti si traduce in una maggior energia potenziale in gioco per eventi meteo estremi come forti temporali, grandinate e alluvioni lampo come purtroppo la storia recente ci insegna.

La temperatura dell’acqua, in questi giorni, si trova su valori compresi tra 3,5 e 4,5°C al di sopra della media del periodo specie il Mar Ligure, l’alto Tirreno e il medio Adriatico. Come si può vedere nella mappa qui sotto (dati centro meteo europeo) proprio le zone intorno all’Italia appaiono in rosso a significare che al momento sono le più calde d’Europa.

Praticamente è come se fossimo già a Luglio. Ma come è potuto succedere?

Il mese di Maggio appena trascorso è stato caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate in alcune aree del Mediterraneo, con valori sopra i 35°C anche in Italia. È evidente che l’acqua di mare si riscalda per l’influenza della temperatura dell’aria e per la perpendicolarità della radiazione solare. Pertanto, l’ultimo periodo anormalmente caldo ha comportato un riscaldamento molto precoce del Mar Mediterraneo. Osservando l’andamento stagionale, si prevede un’estate eccezionalmente calda. Questa proiezione ci porterebbe in un Mediterraneo straordinariamente caldo in vista di settembre, con valori che potrebbero raggiungere i 28°C su alcune coste. Se la tendenza continua, si potrebbe parlare di un processo di “tropicalizzazione” del Mediterraneo.

RISCHI. Temperature marine maggiori del media climatica, specie in estate, costituiscono un serbatoio di energia potenziale per la nascita di fenomeni temporaleschi intensi. In presenza di instabilità atmosferica, i temporali che si formano sulla superficie marina traggono energia dal calore latente da essa fornito, che risulta tanto maggiore quanto la temperatura è più alta. Non solo sulle coste, l’umidità dovuta ad una maggior evaporazione raggiunge anche le zone di pianura del Nord accumulandosi poi nei bassi strati dell’atmosfera. I rischi maggiori derivano quando, dopo un’ondata di caldo al primo refolo fresco e instabile in quota i moti convettivi (aria calda che sale) favoriscono la genesi di temporali particolarmente violenti, con elevato rischio di grandinate e in alcuni casi, più rari ma negli ultimi anni più frequenti, anche di trombe d’aria (o tornado).

Massima attenzione anche per i prossimi mesi e l’inizio dell’autunno quando le perturbazioni organizzate dal Nord Atlantico riescono con più facilità a far breccia nell’anticiclone traendo quel surplus di energia per diventare ancora più pericolose. La cronaca recente degli ultimi anni purtroppo ne è una conferma: alluvione di Livorno nel 2017, a Piacenza nel 2015, a Genova nel 2014.

Mar Mediterraneo più caldo della media climatica del periodoMar Mediterraneo più caldo della media climatica del periodo

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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