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Messner e Purja: gli eroi delle vette si raccontano

La terza edizione del Festival dello Sport avrà una partenza lanciata grazie a un’anteprima, domani dalle 12, veramente ad altissima quota. In streaming su gazzetta.it e su ilfestivaldellosport.it ne saranno protagonisti due uomini che hanno segnato tappe fondamentali sugli Ottomila.

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Da una parte Reinhold Messner, colui che per primo ha salito tutte le 14 montagne più alte della Terra. Prima di lui una simile impresa non era neppure pensabile, perché gli Ottomila venivano affrontati solamente con spedizioni tanto numerose e pesanti quanto lente. Così per un alpinista era già una grande fortuna poter tentare di salirne tre o quattro nell’arco di una vita. Messner nel 1975, salendo con Peter Habeler il Gasherbrum I senza sherpa, senza campi alti e senza ossigeno e poi salendo nel 1978, ancora con l’austriaco, anche l’Everest senza bombole e il Nanga Parbat addirittura da solo, ha reso possibile il sogno di completare la collana di quelle 14 montagne, impresa da lui completata nel 1986 in vetta al Lhotse.

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Dall’altra parte ecco Nirmal Purja, cioè colui che un anno fa molti presero per sbruffone o per pazzo quando annunciò il suo “Project Possible”. Quel progetto, salire i 14 Ottomila in soli 7 mesi, quasi tutti lo credevano impossibile. Soprattutto a opera di un nepalese che nemmeno è uno sherpa e che aveva alle spalle poche e recenti incursioni sugli Ottomila, anche se velocissime. Invece Nims, il diminutivo con cui il 37enne nato in una bassa valle ai piedi del Dhaulagiri ama farsi chiamare, non è uno di coloro che ai grandi annunci non fanno seguire i fatti. Lui è stato capace di portare a termine la sua sfida in soli 6 mesi e 6 giorni: dall’Annapurna alla fine di aprile fino allo Shisha Pangma a fine ottobre. A dargli fiducia, dopo averlo conosciuto ai piedi del Nanga Parbat, fu invece proprio Messner. Che probabilmente si riconobbe in lui. Non nello stile di scalata, visto che il “re degli Ottomila” ha, per esempio, sempre evitato l’uso delle bombole. Ma certamente nel coraggio. Infatti Nirmal Purja è partito senza un grande sponsor. Ha dovuto anzi ipotecare la casa e, per essere libero di agire, ha anche abbandonato le SBS, le Forze Speciali dell’esercito britannico. Dando le dimissioni ha anche rinunciato a una ricca pensione, come ha spiegato allo stesso Messner. L’altoatesino ha mostrato Castel Firmiano a Nirmal Purja, facendosi da lui raccontare come è riuscito a realizzare quel Project Possible che è al centro del suo libro Oltre il possibile, presto in libreria per Solferino editore nella traduzione di Luca Calvi.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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