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Messi-Barça, si ricomincia. Da domani al lavoro dopo la retromarcia forzata

Leo pronto a ricominciare: tampone, poi agli ordini di Koeman. Ma l’ira della piazza (e non solo) contro il presidente Bartomeu non si placa…

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

Domani Leo Messi tornerà dove non voleva più tornare. Leader di un progetto che non considera vincente, lui che non vuole perdere mai.

Vedrà un allenatore al quale dieci giorni fa ha detto con franchezza che le sue idee per il rilancio del Barça non gli scaldavano il cuore, né i piedi. Saluterà compagni che non ritiene sufficientemente preparati per conquistare la Champions. E fortuna che gli sarà risparmiato l’incontro con un presidente che ha accusato senza mezzi termini di mentire e di lavorare male. Benvenuto al Barça Leo. Il suo Barça. La squadra del suo cuore, come ha detto nell’intervista a Goal.com.

Il ritorno di Leo

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Ieri ad aspettarlo ai cancelli del centro tecnico blaugrana a San Joan Despì c’era una bella folla di fotografi e cameramen. Cercavano la prima immagine del capitano che tornava a casa dopo la guerra civile scatenata contro il suo stesso club. Costretto a restare perché non è riuscito a scappare. Leo non si è visto. Sul suo account Instagram, muto da 3 settimane, è apparsa una foto dei suoi bambini, elementi importanti con le loro lacrime e le loro suppliche di non andar via nella saga Messi-Barça. Giornata in famiglia. La penultima di questa strana estate. Oggi Ronald Koeman ha dato un giorno di riposo, domani alle 17.30 nuovo appuntamento per gli allenamenti. Ci sarà anche Leo. Non è detto che si unisca subito ai compagni in campo, perché (se non l’ha fatto a domicilio) prima dovrà fare il tampone previsto dal protocollo. Tampone che si era rifiutato di fare poco più di una settimana fa avvisando il club della sua intenzione col secondo burofax, dopo quello che annunciava la sua voglia di cambiare aria. Il club non l’ha multato, ed è pronto a riabbracciarlo. Sabato col Nastic ci sarà la prima amichevole del Barça di Koeman, due settimane dopo è previsto il debutto in Liga col Villarreal.

Bartomeu assediato

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Un altro che non si vede da un po’ è Josep Maria Bartomeu. Il presidente scudisciato pubblicamente dal suo capitano e attaccato su vari fronti. Da qualche giorno è partita la mozione di censura, in tempi brevi un gruppo di soci deve raccogliere 15.000 firme per poi portare al voto sull’impeachment la massa sociale blaugrana, e ieri si è pubblicamente unito alla causa anche Joan Laporta, che nel 2008 da presidente sopravvisse a un’operazione identica lanciando poi il Barça alla gloria con Guardiola. Sono già 100 i punti di raccolta-firme sparsi per la Catalogna contro Bartomeu. Ben più preoccupante è l’inchiesta aperta dalla polizia catalana contro Bartomeu per il Barçagate, le spese folli (3,6 milioni in tre anni) per gestire account social che tra le altre cose dovevano gettare fango su personaggi invisi al presidente tra cui Laporta e Guardiola (e non è una novità) ma persino Leo e Antonela Messi. Bartomeu aveva detto che sarebbe stato disposto a farsi da parte se il gesto fosse servito a convincere Messi a restare: Leo è rimasto perché non poteva fare altro e il “presi” evidentemente si considera esautorato dall’obbligo del mantenimento della promessa dimissionaria. Chissà quando si vedranno, Barto e Leo. E cosa si diranno.

Il club sopra ogni cosa

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E chissà cosa dirà Messi a Koeman e ai compagni quando domani li ritroverà dopo le frasi negative espresse a Goal.com. “Nessun giocatore è più importante di un club – ha detto il c.t. della Spagna, ed ex Barça, Luis Enrique –. Avrei preferito che il club e Messi trovassero un accordo amichevole, è da gente perbene saper ringraziare, e mi riferisco ad entrambe le parti”. Non ha tutti i torti Lucho: nel gennaio del 2015 litigò con Messi, fecero pace grazie a Xavi e tutti insieme si avviarono verso la conquista del “triplete”. Oggi uno scenario impensabile.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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