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Mense scolastiche, quattro arresti tra Friuli e Veneto per frode nelle pubbliche forniture

Bufera sul Comune di Udine, dove un’assessora leghista, una funzionaria e un consulente sono indagati in un’ampia inchiesta che ha portato a quattro arresti domiciliari a causa della gestione delle mense scolastiche. L’assessora è Asia Battaglia, 39 anni, già titolare di un referato provinciale dal 2013 al 2018, che nella giunta Fontanini ha le deleghe dell’istruzione e della cultura. L’interessata ha dichiarato: “E’ un atto dovuto, perchè sono l’assessore competente”.

Agli arresti domiciliari sono finiti in quattro, mentre una quinta persona ha l’obbligo di dimora. I provvedimenti sono stati eseguiti dai Carabinieri del Nas di Udine a seguito di accertamenti nell’ipotesi di frode in pubbliche forniture sugli appalti per le mense scolastiche. Riguardano Pasquale Esposito, 73 anni, di Napoli, fondatore di Ep Spa, un’azienda leader nella ristorazione, oltre a tre suoi collaboratori, Massimo Vaccariello, capo della divisione Food service, Agostino Cascone e la trevigiana Ketty Bandiera, entrambi direttori di area. Il responsabile commerciale per il Nord Est, Rocco Ruggiero, di Molfetta (Bari), dovrà risiedere nel proprio Comune fino a nuova disposizione. Ci sono poi cinque indagati. Innanzitutto la leghista Elisa Battaglia, poi la funzionaria del Comune di Udine, Valentina Avignone, il consulente dello stesso ente pubblico Michele Candido, tecnologo alimentare, l’amministratore unico di Ep, Carlo D’Abaco, di Pozzuoli, Elena Della Vedova, una dipendente commerciale.

Il quadro delle ipotesi di reato è diverso. Gli appartenenti all’azienda sono accusati di concorso nella frode nelle pubbliche forniture, aggravata, in quanto riferita a sostanze alimentari. Nel caso degli altri si indaga per omissione d’atti d’ufficio o abuso d’ufficio.

L’operazione dei carabinieri ha interessato le province di Udine, Treviso, Venezia, Verona, Roma, Napoli e Bari. I Comuni che risultano danneggiati, in quanto sede di scuole dove venivano forniti i pasti, sono quelli di Udine, Varmo, Trivignano Udinese, Tarcento, Arta Terme, Rive d’Arcano (tutti in provincia di Udine), Vito d’Asio (Pordenone), Cimadolmo, San Polo di Piave e Motta di Livenza (in provincia di Treviso). I comuni avevano affidato in appalto i servizi di ristorazione scolastica e di fornitura di pasti a domicilio alla società con sede a Napoli e Roma. Eseguite 22 perquisizioni.

Il Comune di Udine si dichiara “parte lesa”. Asia Battaglia ribadisce: “L’assessorato non entra mai nel merito negli appalti, il cui esito viene comunicato alla conclusione della gara, seguita dall’ufficio competente”. Però conferma che “già nei primi dieci giorni dopo l’affidamento del servizio alla ditta Ep Spa, vari controlli erano stati effettuati da parte dell’Ufficio Istruzione e del tecnologo alimentare sia nelle mense scolastiche, sia nel centro cottura. Erano state rilevate delle problematiche ed erano state di conseguenza applicate anche delle sanzioni”.

L’inchiesta aveva preso avvio nell’ottobre 2020 dopo le numerose segnalazioni da parte delle commissioni mensa costituite dai rappresentanti dei genitori di istituti scolastici, in particolare a Udine e Varmo. Elencavano disservizi riguardanti la presenza di corpi estranei nei pasti, una scarsa quantità delle porzioni, una non corrispondenza tra menù e pasti serviti, temperature di trasporto non idonee, tempi di consegna non in linea con le previsioni contrattuali. I centri di cottura si trovano a Ruda e Tarcento, in provincia di Udine nonché a Motta di Livenza.

A Udine, opposizioni all’attacco. Federico Pirone ex assessore alla cultura: “Il sindaco Fontanini prenda una decisione e si assuma le responsabilità politiche di questa situazione”. Enrico Bertossi di Prima Udine: “L’unico atto dovuto sono le dimissioni dell’assessore Battaglia”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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