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Meloni a Milano “scortata” da Chiara Valcepina, l’avvocatessa dell’inchiesta sulla “lobby nera”

MILANO – Era il 14 ottobre 2021 e Giorgia Meloni voleva farle fare un passo indietro convincendola a dimettersi dal consiglio comunale di Milano, dove era stata eletta nonostante le immagini imbarazzanti mostrate dall’inchiesta di Fanpage sulla “Lobby nera”. Sono passati sei mesi e, non solo Chiara Valcepina è saldamente al suo posto sui banchi di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a palazzo Marino, di più: è lei che “scorta” la Meloni alla cerimonia di commemorazione ufficiale per Sergio Ramelli (presente anche il sindaco Giuseppe Sala). In questo video pubblicato da Repubblica, si vede chiaramente la Valcepina che accompagna la leader del suo partito al termine del ricordo di Ramelli. Con lei, anche il co-fondatore di FdI e vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa. La presenza della “pasionaria nera” accanto alla Meloni non è passata inosservata agli sguardi più attenti. Ed è interessante per più di un motivo.

Il primo è legato proprio alla vicenda dell’inchiesta sulla “lobby nera”, o “brigata nera”, di Roberto Jonghi Lavarini e Carlo Fidanza. È la cena elettorale dove i camerati milanesi facevano campagna proprio per lei, la Valcepina, e dove la futura consigliera comunale veniva ritratta in compagnia del “barone nero” Jonghi Lavarini, tra saluti romani, “heil hitler”, altri riferimenti al fascismo e battute razziste. La “lobby nera” si era data appuntamento in un locale di Milano per tirare la volata alla candidata: che alla fine – nonostante le polemiche e lo sdegno sollevati dal girato realizzato da un cronista sotto copertura di Fanpage e mandato in onda da Piazzapulita su La7 – ce l’ha fatta. Un successo di fronte al quale Giorgia Meloni – toccata dalla vicenda e soprattutto dalle immagini nelle quali si vedeva un suo fedelissimo, l’eurodeputato Carlo Fidanza, intento a fare il saluto romano, a inneggiare a Hitler e a dare indicazioni a un sedicente imprenditore (il cronista sotto copertura) su come dare soldi per la campagna elettorale – mostrò imbarazzo.

A tal punto da arrivare a pensare di far dimettere la Valcepina dal consiglio comunale. Quando? Subito dopo l’insediamento, per non prestare più il fianco alle bordate degli avversari politici. Valcepina ottenne 903 voti, terza più votata del partito dietro a Francesco Rocca (606 voti) e Vittorio Feltri (2268). Oltre alle polemiche politiche, il caso “lobby nera” portò  poi all’apertura di un’inchiesta della procura di Milano per finanziamento illecito e riciclaggio (indagati sia Fidanza che Jonghi Lavarini). Ma il proposito di Giorgia Meloni di far dimettere Chiara Valcepina è restato solo sulla carta. Nessun passo indietro, anzi. Di più. Oggi, in una giornata importante per FdI (l’apertura della kermesse milanese), è proprio la consigliera comunale sostenuta dai neofascisti di Jonghi Lavarini e co che ha accompagnato la leader in uno dei momenti clou della sua giornata milanese. Era la prima volta che un leader di FdI veniva a commemorare Ramelli, la prima volta di Meloni da presidente. E oplà, dopo sei mesi, è rispuntata l’ex impresentabile Valcepina. Quella sostenuta dalla “brigata” dei saluti romani. Gli stessi saluti romani che – ironia del caso – Meloni ha definito “gesti antistorici”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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