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McLaren: Ricciardo passa al motore 4 Mercedes e retrocede ultimo

Andreas Seidl, team principal della McLaren, lo aveva anticipato nel pomeriggio di ieri: “Valuteremo la possibilità di montare un nuovo motore sulla monoposto di Daniel, non era nei programmi ma a questo punto ne parleremo con i tecnici della Mercedes”.

Stamane nel paddock di Istanbul è trapelata l’indiscrezione secondo la quale sulla vettura di Daniel Ricciardo sarà installata la power unit numero 4, sfruttando la perdita molto ridotta in termini di posizioni visto che l’australiano nelle qualifiche di ieri non è andato oltre la sedicesima posizione.

La conferma è arrivata poco dopo, ufficializzando che Ricciardo scatterà così dall’ultima posizione della griglia di partenza, affiancando Carlos Sainz.

Prosegue, quindi, la progressiva introduzione della quarta PU per i team che utilizzano power unit Mercedes, operazione già smarcata da Bottas, Latifi e Hamilton.

Ieri Toto Wolff è tornato sul tema motori, confermando l’allarme suonato dopo il Gran Premio di Russia, un imprevisto che sta accelerando il passaggio alla quarta unità.
“Le nostre power unit si sono confermate le più affidabili da quando nel 2014 sono stati introdotti i motori ibridi – ha affermato Wolff – ma la necessità di spingersi al limite delle prestazioni ha inevitabilmente portato a doverci confrontare con alcune problematiche. Abbiamo constatato dei ‘rumori insoliti’ all’interno del motore endotermico, problematiche che non sono state ancora completamente comprese”.

“Negli ultimi due anni riuscire a bilanciare prestazioni e affidabilità è stata la chiave per arrivare ad un buon lavoro – ha proseguito Wolff – dobbiamo fare in modo di non portarci dietro queste problematiche alla prossima stagione, dobbiamo trovare delle soluzioni. Tutte le altre componenti della power unit sono in splendida forma, per questo non abbiamo avuto bisogno di sostituzioni ulteriori”.

“Nel caso di Lewis abbiamo ovviamente ancora a disposizione il motore numero 3, che utilizzeremo nelle prove libere, valutando anche la possibilità di poterlo sfruttare in una gara ulteriore. Il problema in questo caso non è il chilometraggio, ma di valutare i rischi legati all’affidabilità”.

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Fonte: it.motorsport.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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