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Mazda, una sfida tecnologica lunga 90 anni

Tutto inizia 90 anni fa con un motocarro a tre ruote. Era il 1930 e l’industria dell’auto era ancora agli albori, eppure Mazda già aveva in serbo qualcosa di interessante da proporre.Il Mazda-Go Tipo DA, aveva un cambio con la retromarcia ed era costruito con l’utilizzo di materiali leggeri per migliorarne l’efficienza e l’agilità. Il divertimento nella guida e l’aspetto accattivante erano elementi importanti già allora. Appena 8 anni dopo è il turno del Mazda-Go Tipo GA, conosciuto come “Green Panel” per il colore esterno: Sempre a tre ruote si rivelò sorprendentemente sportivo grazie al motore da 669 cc e al cambio a quattro marce, aumentando allo stesso tempo l’autonomia del 20%.
Poi arrivò al larghe falcate il 1945 e la bomba atomica su Hiroshima. Il quartier generale di Mazda, che l’esplosione lasciò in larga parte intatto, venne usato come ospedale e come sede del municipio, e la produzione di camion, elemento vitale per la ricostruzione, riprese dopo soli quattro mesi.

Nello sviluppo della sua prima auto prodotta in serie, Mazda si prefissò di distinguersi dalla concorrenza. E la R360, una piccola coupé a quattro posti, fu il risultato di quella scelta. “Con una silhouette abbinata a una concezione leggera e innovativa, un accattivante comportamento su strada e un costo abbordabile, fece subito colpo”, draconiano alla casamadre. “Caratterizzata da un efficiente e robusto motore a quattro tempi, disponibile anche con cambio semi-automatico con convertitore di coppia – un inedito per il Giappone – e con lunotto avvolgente in plexiglas, la R360 conquistò nel 1960 il 65% del mercato giapponese delle microcar, nonostante il suo lancio avvenne solo alla fine di maggio”.

Inutile dire che la mitica R360 fece da apripista ai modelli successivi, tra cui la Mazda Luce di prima generazione (1966-73), conosciuta anche come 1500/1800/R130, e la Cosmo Sport/110S (1967-72). Oggi la tradizione continua con il linguaggio di design Kodo, che mira a catturare la grazia dei movimenti e che ha portato il marchio a conquistare tanti premi. I più recenti esempi del design Kodo combinano forme minimaliste con semplicità ed eleganza, come dimostrano la compatta SUV CX-30 e la Mazda3, vincitrice del premio World Car Design of the Year 2020.

Tornando agli anni 60, Mazda puntò a mantenere la propria indipendenza distinguendosi dagli altri. Rivolse quindi l’attenzione verso una nuova tecnologia, firmando un accordo di licenza con NSU per sviluppare il motore rotativo Wankel della casa tedesca. Il propulsore presentava però molti problemi. L’esperienza di Mazda come produttore di macchine utensili e altre apparecchiature industriali di precisione, risalente agli anni ‘20, si rivelò preziosa durante il meticoloso processo di riprogettazione del motore rotativo. La sua prima vettura con motore rotativo, la Cosmo Sport/110S, è datata 1967. Era una coupé sportiva biposto da 940 kg con un design d’ispirazione spaziale e un motore a doppio rotore – il primo in un modello di produzione – che sviluppava 110 Cv (diventati in seguito 128) con una cilindrata di soli 982 cc. La vettura con propulsore rotativo ha rafforzato l’ossessione di Mazda verso la leggerezza spingendola ad alzare l’asticella con tecnologie e concezioni insolite. Con il suo cofano ribassato, la leggendaria Mazda RX-7 (1978-2002) è stata progettata esclusivamente per il motore rotativo. Dei quasi 2 milioni di veicoli con motore rotativo venduti, la RX-7 ha contribuito con più di 800.000 esemplari, diventando il modello con motore rotativo più venduto di tutti i tempi. E nel 1991, la 787B con motore rotativo fu la prima vettura dotata di motore senza pistoni a vincere l’estenuante 24 Ore di Le Mans.

Un’altra pietra miliare è stata sicuramente la MX-5. Lanciata nel 1989, è riuscita a condensare l’esperienza accumulata nel progettare vetture sportive leggere ed efficienti in meno di 4 metri. In pratica Mazda resuscitò da sola il mercato delle due posti a costi abbordabili, un segmento praticamente estinto, ricavandone un clamoroso successo. Ancora oggi, dopo tre decenni, la MX-5 continua a ridefinire il piacere di guidare ed è meritatamente la roadster più venduta di tutti i tempi.  (f.p.)

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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