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Mazda: su MX-30 torna il motore rotativo Wankel, ma solo come Range Extender

Grande ritorno per Mazda: da pochi giorni la casa di Hiroshima ha dichiarato, infatti, che il crossover MX-30 (qui tutti i dettagli), disponibile sia in versione mild hybrid che 100% elettrica, sarà equipaggiato con un motore rotativo che avrà funzione di range extender.

Il motore Wankel: un piccolo ripasso

Nel 1957 l’ingegner Felix Wankel presentò un propulsore incredibilmente particolare, una vera e propria rivoluzione nel panorama automotive mondiale: il motore rotativo. Questo, invece di utilizzare un pistone tradizionale (che si muove secondo moto rettilineo alternato), adottava un pistone triangolare, denominato rotore, che ruotava intorno al proprio asse all’interno di una camera di scoppio di forma epitrocoidale. Senza dilungarci in ulteriori tecnicismi, i principali vantaggi del Wankel sono minor numero di parti in movimento, meno vibrazioni, elevata leggerezza, minori emissioni di ossidi di azoto e maggiore potenza erogata a parità di cilindrata. Tra gli svantaggi, invece, possiamo citare maggior consumo di carburante, minor coppia ai bassi regimi e alcune problematiche a livello di elementi di tenuta e lubrificazione.

MX-30: motore rotativo come range extender

Mazda con la sua Mazda MX-30, è finalmente entrata nel mondo delle auto elettriche. Si tratta di un SUV compatto alimentato da una piccola batteria da 35,5 kWh che garantiscono “solo” 200 km di autonomia. Per migliorare questo aspetto, la casa giapponese ha in programma di equipaggiare il B-SUV elettrico con un range extender, ovvero un motore a benzina ausiliario che non agisce in alcun modo sulla motricità del veicolo, ma solamente sull’autonomia della batteria. Funziona, quindi, come generatore ausiliario, producendo energia dalla combustione della benzina. La vera novità è l’utilizzo proprio del motore rotativo Wankel (tecnologia anticipata con la Mazda2 EV nel 2013, una concept che utilizzava un piccolo motore elettrico da circa 45 CV e un motore Wankel da 330cc come generatore ausiliario). Questa interessante soluzione potrebbe portare l’autonomia ad oltre 400 km, rendendo la MX-30 estremamente competitiva con le auto di pari segmento degli altri brand. Non abbiamo ancora dati tecnici sul propulsore, anche se Mazda ha fatto intendere che si tratterà di un motore estremamente contenuto, con “dimensioni paragonabili a quelle di una scatola di scarpe”. La data di uscita è prevista per il 2022, ma alcuni prototipi potrebbero già essere avvistati per le strade nel prossimo anno.

Fonte: motorionline.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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