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Max Allegri, bella gatta da pelare

Con Ronaldo si partiva sempre da 1-0. Senza, da 0-1. Leonardo Mancuso come Cristiano: ma solo perché hanno entrambi il 7 sulle spalle. Dopo tutte le cattiverie che ho scritto – e raccolto – in queste ore sul fuoriclasse portoghese non posso, né voglio, arretrare. Oltretutto è stato il divino a voler fuggire – specialità di Funchal -, la Juve l’ha accompagnato all’uscita tollerando l’intollerabile.

Confusione, scompensi e disorientamenti, nella prima fase di una rifondazione pressoché globale, sono quasi inevitabili. In questo caso, però, si sta forse eccedendo. Tanto in campo quanto fuori: le due cose sono perfettamente collegate. Lo conferma, ad esempio, un servizio trasmesso ieri da Sky; lo riassumo così: sabato 24 luglio, Pavel Nedved: «Ronaldo sarà a Torino lunedì. Resterà con noi». Martedì 10 agosto, Bonucci alla Gazzetta: «Penso che Cristiano Ronaldo sarebbe rimasto anche se Messi non fosse andato a Parigi. Per noi è un valore aggiunto e sono sicuro che quest’anno, più di quelli passati, ci aiuterà ad arrivare in fondo a tutti gli obiettivi ». Sabato 21 agosto: «Ronaldo mi ha detto che resta alla Juve». Domenica 22 agosto, sempre Nedved: «Scelta condivisa con Allegri. Ronaldo resterà assolutamente alla Juve. Non bisogna cercare sensazioni dove non ce ne sono, la scelta di stare fuori è stata condivisa col giocatore». Venerdì 27 agosto, di nuovo Allegri: «Ieri Cristiano mi ha comunicato che non ha intenzione di rimanere alla Juventus. Per questo domani non sarà convocato, stamattina non si è allenato».

Morto un papa… abbiamo titolato ieri… se ne fa un altro, è il seguito naturale. La prima fumata è stata grigia – l’arrivo di Kean in prestito dall’Everton -, la seconda nera. Anzi, nerissima.

Non è semplice trovare il punto d’equilibrio, dopo settimane trascorse nell’incertezza anche tecnica e nella scarsa disponibilità economica. Non lo è neppure per il pluriscudettato Allegri, costretto a rivedere alcune idee sul materiale a disposizione e sulle soluzioni da adottare. Max non è peraltro un tipo portato a procedere per dogmi, è caratterialmente elastico, ovvero capace di cambiare idea, inoltre dà opportunità a tutti. Quest’anno dovrà tirare fuori il meglio da se stesso per rendere competitiva una squadra che esce da una stagione e da un’estate complicatissime.

La partita è riassumibile nell’insistito, frenetico inseguimento a un Empoli atleticamente freschissimo e organizzato da Andreazzoli, maestro di calcio (bene Bajrami e Ricci, benissimo Vicario stavolta). Allegri le ha provate tutte, ha molto cambiato, ma Morata non ha fatto meglio di McKennie e Bernardeschi e Kulusevski hanno inciso pochissimo, tentando di risolverla individualmente – giusto Locatelli ha provato ad aggiungere qualcosa di buono.

PS. È giusto ricordare, comunque, che anche con Ronaldo in campo la Juve riuscì a perdere 1-0 a Torino con una neopromossa. L’anno scorso si divertì il Benevento. Gol di Adolfo Gaich. Maglia numero 7. Tra coincidenze e maledizioni.

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Fonte: corrieredellosport.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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