Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Marina Berlusconi: “Con Draghi è tornata la competenza. Su mio padre spargono gas tossici”

Intervistata telefonicamente dal Corriere della sera, Marina Berlusconi affronta con spiccata diplomazia il tema della possibile salita al Colle di suo padre: “Mio padre non ha mai avanzato la sua candidatura, e quindi stiamo ai dati di fatto. Poi, se chiedete a una figlia, cosa pensate che risponda?“. Una risposta secca e decisa, uno dei pochi “fuori tema” di un’intervista nella quale il presidente di Fininvest e Mondadori si dice molto soddisfatta della ripresa del mercato del libro, che dal suo punto di vista rispecchia la voglia di rinascita del Paese dopo la pandemia.

Questo momento di grazia del libro scalda il cuore. Non parlo solo da editore e da lettrice, ma da cittadina di questo Paese. Perché, nonostante il virus stia rialzando la testa, è uno dei segnali che autorizzano fiducia e ottimismo in un’Italia che a sua volta vive un momento di grazia“, spiega Marina Berlusconi, che sorride davanti ai risultati della sua azienda: “Nel 2021 per la Mondadori ci attendiamo una marginalità sensibilmente migliore anche sul 2019 e, al netto delle acquisizioni, niente debito, anzi, liquidità in cassa. Gli ottimi numeri dei primi nove mesi sono stati appena pubblicati, così come quelli di Mediaset, che in Italia e in Spagna è molto cresciuta per ricavi e utili, prevede un anno record ed è riuscita ad avviare il progetto paneuropeo“.

La ripresa dopo il crollo quasi totale della primavera del 2020 è stata eccezionale e l’azienda guidata da Marina Berlusconi ha segnato grandi risultati, anche grazie a una strategia “sempre più concentrata sul core business. Le aziende stanno investendo e noi anche quest’anno sul libro abbiamo investito parecchio, a partire dall’acquisizione di De Agostini Scuola che l’Antitrust ha appena approvato“. Il presidente Mondadori riconosce al governo “una saggia politica di incentivi, ma ha contato molto la spinta di editori e librai. L’abitudine alla lettura acquisita nei lockdown, almeno per ora, non si è persa. E poi non è solo questione di dati, ma anche di clima“.

Per Marina Berlusconi, l’Italia dopo la pandemia si è risvegliata diversa, “come se stessimo provando a mostrare quello di cui siamo capaci e quello che potremmo essere: sembriamo un Paese più responsabile, più maturo“. La crescita del Pil, la corsa alla vaccinazione, ma anche lo sport, “che da sempre rafforza senso d’appartenenza e ottimismo: quest’ anno abbiamo vinto tantissimo“. Il presidente Mondadori non sottovaluta l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi in questo nuovo corso italiano: “Ha restituito il giusto peso a valori come serietà, autorevolezza, europeismo. Con lui ci siamo liberati di molti apprendisti stregoni e siamo tornati all’etica della competenza“.

Il nuovo clima italiano ha contribuito a creare nuove prospettive importanti da diversi punti di vista, anche di quello della giustizia: “Nessuno si aspettava che una denuncia della lottizzazione giudiziaria come Il Sistema di Palamara e Sallusti vendesse più di 200mila copie. Credo che il successo di quel libro, così come la valanga di firme per i referendum sulla giustizia o lo spazio che i media dedicano alle sconcertanti faide tra toghe, possano indicare che gli italiani cominciano a prendere coscienza di quanto la giustizia incida sulla loro vita“.

Secondo Marina Berlusconi, gli italiani “iniziano a comprendere anche come un gruppo di toghe ristretto, ma onnipotente, abbia condizionato questi ultimi trent’ anni. Aumentano le riflessioni critiche, e autocritiche, su vicende fino a ieri tabù come Tangentopoli. Anche se per tornare ad essere un Paese normale di strada ce n’è ancora tantissima, lo stiamo vedendo“. A proposito di giustizia, Marina Berlusconi non può che essere soddisfatta del risultato del processo Ruby Ter di Siena: “Quello è un processo che sfugge davvero ad ogni logica. La realtà è che mio padre non solo andrebbe assolto, ma meriterebbe un risarcimento morale pressoché incalcolabile per le ingiustizie subite. E invece certi pubblici ministeri e certe testate continuano imperterriti a concepirsi come ‘giustizieri’, votati all’annientamento, per furore ideologico o semplicemente per calcolo, del ‘nemico’. Che si chiama Silvio Berlusconi“.

E a proposito del Cavaliere e della sua possibile salita al Quirinale, Marina Berlusconi fa notare che “è bastata l’ipotesi, l’ipotesi, di una sua candidatura perché, come il riflesso condizionato del cane di Pavlov, le truppe giustizialiste ricominciassero a spargere gas tossici“. La famosa “macchina del fango” di un certo giornalismo è tornata a colpire Silvio Berlusconi ma nonostante questo la figlia, durante l’intervista al Corriere, in relazione al nuovo clima italiano, azzarda un paragone: “Mentre in altri Paesi l’ottusa chiusura ideologica della cancel culture abbatte le statue di Cristoforo Colombo e autori grandissimi vengono censurati – perché censura è la parola giusta – in base a giudizi moralistici del tutto estranei alla loro arte, noi italiani forse, e sottolineo dieci volte forse, proviamo a superare vecchi preconcetti e a valutare con spirito più aperto“.

Per Marina Berlusconi, in Italia il germe della cancel culture non ha attecchito come in altri Paesi proprio perché le voci critiche a riguardo sono fortunatamente numerose. “Direi che sembriamo più refrattari al contagio“, ha commentato. Tuttavia, l’Italia di oggi è anche quella delle piazze calde delle manifestazioni: “Le manifestazioni dei no vax le seguo anche io. Vedo anche io la pochezza di certa politica che pretende di evitarsi ogni confronto sbattendo in faccia all’avversario l’accusa di ‘fascista’. Impressiona anche me la potenza di certe lobby che frenano ad esempio anche i più timidi tentativi per arginare lo strapotere dei colossi del web, sempre più incombenti sulle nostre economie e sulle nostre vite“.

Nonostante i pro e i contro del nuovo corso italiano, Marina Berlusconi non perde l’ottimismo, ereditato da suo padre: “Magari non ci riusciremo, ma io penso che questo momento positivo si debba comunque provare ad afferrarlo. Da mio padre ho imparato che l’ottimismo può rendere possibile perfino l’impossibile, non solo per un imprenditore“. A tal proposito, infatti, sottolinea: “Che altro è l’acquisizione di Dea Scuola, il maggior investimento della Mondadori da 15 anni, se non un atto di fiducia in un Paese fiaccato dalla pandemia? Certo, noi italiani siamo più inclini a compiacerci dei nostri difetti, ma siamo anche capaci di reagire ai momenti peggiori“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *