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Mancini e la nuova Italia: “Impossibile aprire questo ciclo subito dopo l’Europeo”

Il c.t. ha parlato della gara con l’Inghilterra: “Sarà dura, se riuscissimo a non stravolgere la squadra sarebbe meglio”

Dal nostro inviato Luigi Garlando

Ancora l’Inghilterra, un anno dopo il trionfo di Wembley che ci ha incoronato campioni d’Europa. Il rigore decisivo parato da Donnarumma, l’abbraccio tra Mancini e Vialli, le lacrime, le festa, la coppa che gli inglesi volevano portare a casa e che invece è finita a casa nostra. Un anno dopo è cambiato tanto: noi non andremo al Mondiale, gli inglesi sì. Ma ai sudditi della Regina non basta.

Domani a Wolverhampton cercheranno la rivincita anche sul campo. Mancini, sarà una rivincita?

“Per l’Inghilterra potrebbe anche esserlo, ma è una partita molto diversa: questa non è una finale, non c’è pubblico, non è Wembley. Forse anche l’Inghilterra pensa più a sperimentare per il Mondiale che alla Nations League. La rivincita vera ce la giocheremo in futuro”.

Harry Kane ci ha inseriti tra le favorite in Qatar? Errore o presa in giro?

“Credo sia stato un errore”.

Che partita si aspetta?

“Dura, come tutte quelle contro l’Inghilterra. Peccato lo stadio vuoto. Il calcio senza pubblico non è calcio, a maggior ragione in uno stadio inglese”.

La formazione? Cambierà molto rispetto a Cesena?

“Vedremo come recupereranno i ragazzi che hanno giocato l’ultima partita. Cristante, per esempio, ne ha disputate due di fila. Esposito al suo posto? È bravo, è uno dei pochi nel ruolo, oltre a Locatelli che può fare il centrale”.

Le due buone partite contro Germania e Ungheria non le hanno fatto venire il sospetto che, se avesse anticipato la rivoluzione dei giovani, la storia sarebbe stata diversa?

“No. Non c’era tempo, perché abbiamo ripreso a giocare subito dopo l’Europeo. E non c’era logica, perché, a parte Bonucci e Chiellini, non avevo giocatori sopra i 30 anni. Bastava segnare uno dei due rigori sbagliati o uno dei 20 tiri in porta contro la Macedonia a Palermo. Questa è la verità. Ma non è il caso di tornarci sopra”.

Qualche Leone di Wembley tornerà?

“Certo. Uno come Verratti, che ha 29 anni, può fare ciò che hanno fatto Bonucci e Chiellini per aiutare a crescere i giovani del primo ciclo. Qualche reduce dell’Europeo potrebbe rientrare già in autunno se saremo in corsa per la Nations League, di sicuro torneranno utili per le qualificazioni al prossimo Europeo. I ragazzi che stanno giocando ora, messi insieme a quelli dell’Europeo faranno una bella squadra”.

Fa ancora in tempo a rientrare Balotelli?

“Io voglio bene a Mario veramente tanto. Se avesse fatto quello che sa, sarebbe stato con noi. Forse avrei potuto chiamarlo a novembre per la Svizzera, quando avevamo tanti infortunati. Nel calcio mai dire mai, ma noi vogliamo costruire qualcosa di importante per il futuro, la squadra per vincere il Mondiale 2026, e devo guardare a giocatori più giovani”.

L’ultima del Mancio è un raffinato colpo di tacco, senza domanda sul tema: “Voglio fare un grande in bocca al lupo a Gattuso che finalmente torna ad allenare. Attorno a lui si era creata una situazione ridicola”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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