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M5S, riunione d’emergenza: oggi la decisione sull’espulsione di Di Maio. E lui: “Mi attaccano con odio, creano instabilità nel governo e in Ue”

Che la situazione all’interno del partito stia per esplodere è ormai un dato di fatto. La scintilla è stata la bozza circolata ieri della risoluzione contro l’invio di armi all’Ucraina, ma le minacce di scissione erano nell’aria già da tempo. E oggi è il giorno della resa dei conti. In serata, alle ore 21, si terrà la riunione del consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle, un vertice convocato in fretta e furia dopo la bagarre scatenata dal documento che una parte dei pentastellati vorrebbe presentare il 21 giugno al Senato in occasione dell’intervento di Mario Draghi prima del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Una risoluzione che di fatto chiederebbe lo stop all’invio delle armi a Kiev, ma che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha bollato come “pericolosa per la sicurezza nazionale”. Non solo. Oggi il titolare della Farnesina ribadisce su Facebook: “Da ministro degli Esteri ho ribadito e continuerò a ribadire che l’Italia non può permettersi di prendere posizioni contrarie ai valori Euro-Atlantici”.

Insomma, le premesse per un scontro (definitivo) tra dimaiani e contiani nel consiglio nazionale di oggi pomeriggio ci sono tutte. E nel vertice degli stati maggiori del Movimento dovrà essere deciso se espellere Di Maio o “sconfessarlo”, sottolineando che non è più espressione della linea politica del Movimento. Un modo per ribadire che il leader, unico, è Giuseppe Conte. Ma Di Maio non ci sta e attacca: “I dirigenti della prima forza politica in Parlamento invece di fare autocritica, decidono di fare due cose: attaccare con odio e livore il minitro degli Esteri e portare avanti posizioni che mettono in difficoltà il governo in sede Ue. Un atteggiamento – prosegue Di Maio – poco maturo che tende a creare tensioni e instabilità nel goerno. Un fatto molto grave”.

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Al consiglio nazionale parteciperanno tra gli altri, oltre a Conte, i vicepresidenti del Movimento Riccardo Ricciardi, Michele Gubitosa, Alessandra Todde e Mario Turco, i capigruppo alla Camera e Senato e un ministro rappresentante della delegazione 5S al governo. Ma cosa succederà? Una parte dei grillini vorrebbe arrivare all’espulsione di Di Maio. Un esito tecnicamente difficile considerando che i 5S non sono riusciti ad espellere neanche l’ex presidente della commissione Esteri Vito Petrocelli.

Probabilmente il consiglio nazionale redigerà un documento in cui verrà presa una posizione definitiva che indicherà Luigi Di Maio come un ministro che non è più espressione della linea politica dei 5S al governo. Insomma, Di Maio resterà tecnicaente un pentastellato, non rappresenterà più il partito nell’esecutivo di Draghi. “Vengo accusato dai dirigenti della mia forza poltiica di essere atlantista e europeista- dice Di Maio – Lasciatemi dire che, da ministro degli Esteri, rivendico con orgoglio di essere fortemente atlantista e europeista. Tutti vogliamo la pace, ma Putin continua a bombardare. Ricordo innanzitutto a me stesso – conclude – che abbiamo precise responsabilità: in ballo c’è il futuro dell’Italia e dell’Europa”.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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