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L’uscita di Conte tra gli applausi. «Ma il mio impegno continua»

Entrato a Palazzo Chigi da perfetto sconosciuto o quasi, il primo giugno del 2018, l’avvocato Giuseppe Conte ne esce due anni e otto mesi dopo, salutato dagli applausi dei dipendenti, dalle lacrime del portavoce Rocco Casalino e dall’omaggio di una piccola folla che grida il suo nome in piazza Colonna.
Uscita di scena «da galantuomo» lo rimpiange il dem Goffredo Bettini, grande mediatore del mai nato governo Conte ter. La scena è di quelle che fanno felici i fotografi. Il premier che guidò un governo di centrodestra e uno di centrosinistra lascia il palazzo all’ora di pranzo, dopo aver consegnato la campanella a Mario Draghi con garbo istituzionale e sorriso di circostanza. Ultimo giro sul tappeto rosso, picchetto d’onore, poi Conte alza il braccio destro al cielo mentre la mano sinistra cerca quella della biondissima compagna Olivia Paladino. L’ormai ex premier alza gli occhi verso i dipendenti di Palazzo Chigi che lo acclamano da un minuto, mima un bacio con la mano sulla mascherina bianca, quindi sventola gli indici come per dire «ciao». Amareggiato? «Mai rammarichi, bisogna guardare sempre avanti — confiderà a Fanpage.it —. È stata una grande esperienza, spero di essermi migliorato anche come persona».

Quasi un appello agli elettori

Che sia un arrivederci lo scrive nero su bianco nell’ultimo post su Facebook, dove ha accumulato tre milioni e 600 mila seguaci. Il messaggio è tutto rivolto agli italiani, che Conte ringrazia per «la forza e il coraggio» mostrati nella pandemia, per «il sostegno e l’affetto» che ha sentito su di sé e anche per le critiche. E ai quali promette con una certa enfasi che la sua carriera politica non è finita: «La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere. Con l’Italia, per l’Italia. Grazie».
Così si chiude il post e così, è l’auspicio del giurista pugliese nato a Volturara Appula l’8 agosto del 1964, si riaprirà appena possibile la sua esperienza politica: «Un percorso a misura d’uomo, volto a rafforzare l’equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale». Quasi un appello agli elettori perché ciascuno, quando sarà il momento, «partecipi attivamente alla vita politica» del Paese e si impegni a «distinguere la buona Politica, quella con la P maiuscola, dalla cattiva politica», che serve solo «ad assicurare la sopravvivenza di chi ne fa mestiere di vita».
E qui qualcuno potrebbe leggerci una frecciata a Matteo Renzi, che ha innescato la crisi e la caduta del suo secondo governo.

Futuro politico da scrivere

«Da oggi non sono più presidente del Consiglio — scrive Conte —. Torno a vestire i panni di semplice cittadino». La sua bio sui social ora recita «Giurista e avvocato. Professore ordinario di Diritto privato. Papà di Niccolò». Il futuro politico è tutto da scrivere. Luigi Di Maio si è ripreso quel ministero degli Esteri che sembrava destinato al premier uscente e appena rientrato alla Farnesina rende al rivale l’onore delle armi: «Senso delle istituzioni, attaccamento al Paese, responsabilità. Una persona straordinaria, con la quale ripartire per costruire un nuovo cammino. Grazie, Giuseppe». Parole con cui Di Maio sembra aprire a un ruolo importante per Conte nella nuova organizzazione del M5S, anche se Vito Crimi, che pure lo loda con «profonda e sincera riconoscenza», non sembra convinto: «Preziosa risorsa della Repubblica». Il deputato M5S Aldo Penna legge l’addio di Conte come un arrivederci: «Il suo ruolo resta quello di federatore di un’alleanza, unico baluardo alla vittoria del centrodestra».
Resta da capire se Zingaretti pensi ancora che Conte sia «il punto di equilibrio politico» della coalizione con M5S e Leu. Nell’attesa, il governatore della Puglia Michele Emiliano si arruola al partito virtuale di Conte, orgoglioso «della sua appartenenza a niente e a nessuno che non fosse il popolo italiano».

13 febbraio 2021 (modifica il 13 febbraio 2021 | 23:47)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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