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L’ultima volta che la F1 congelò i motori

[Rassegna stampa] – La F1 due giorni fa ha trovato l’accordo per quanto concerne il congelamento allo sviluppo delle power unit a partire dal 2022, un decisione che sarà poi ratificata dal Consiglio Mondiale del Motorsport. Non è la prima volta che il Circus stabilì che fosse il caso di interrompere gli ingenti investimenti da parte dei partecipanti per quanto concerne i propulsori. L’ultima volta che si verificò un congelamento dei motori fu nel 2007, ma l’equilibrio che sembrava essere stato raggiunto improvvisamente venne a mancare con alcuni costruttori che in concomitanza del congelamento si ‘staccarono’ in termini di prestazioni rispetto alla concorrenza. Di seguito alcuni estratti dell’analisi riportata dalla testata The-Race.com.

Ufficiale: motori congelati dal 2022, Sprint Race da mettere a punto

“[…] Nel 2006 vennero introdotti i V8 da 2.4 litri in sostituzione dei V10 da tremila centimetri cubici di cilindrata. A partire dal 2007, però, lo sviluppo di questi propulsori era teoricamente congelato alle specifiche montate dai diversi team in occasione del Gran Premio della Cina del 2006, il terzultimo della stagione […] L’obiettivo era contenere i costi e sarebbero stati permessi interventi soltanto per motivi legati all’affidabilità […] Alla fine del 2006 i motori Mercedes, Ferrari, Renault, Toyota, Honda, BMW e Cosworth erano particolarmente vicini in termini di prestazioni, questo per effetto di un regolamento molto restrittivo […] I V8, infatti, dovevano tutti avere un angolo di 90 gradi, un alesaggio massimo di 98 mm, un peso minimo di 95 kg, un’altezza del centro di gravità non inferiore a 165 mm e un’altezza dell’albero motore non inferiore a 58 mm […] Per rendere più semplice il rispetto dei due motori concessi ad ogni vettura in un singolo weekend venne inoltre ridotto il massimo regime di rotazione a 19mila giri, con BMW e Cosworth che avevano raggiunto i 21mila a fine 2006. […] Eppure, tra il congelamento dei motori e l’inizio della stagione 2007 la forbice prestazionale tra i diversi propulsori si è ampliata ben di più rispetto a quando i motori non erano congelati. La Renault, ad esempio, aveva prestazioni ben inferiori rispetto ad esempio alla Ferrari e ai motori Mercedes. È sembrato che alcuni costruttori avessero preso più alla lettera di altri il congelamento […] Dietro ad interventi richiesti per ragioni di affidabilità vi furono degli incrementi prestazionali […] Ai costruttori rimasti indietro in termini di prestazione venne concesso di operare sui motori sempre per motivi di affidabilità e al termine della stagione i propulsori erano abbastanza equivalenti, una condizione che rimase tale fino alla fine del 2013 […]”.

Fonte: formulapassion.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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