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Luisa Beccaria. Un lifestyle di ispirazione bucolica che va oltre la moda

Un mondo di ispirazione bucolica dai toni muted, sfumati e twilight, che travalica i confini del tempo e delle tendenze del momento.

Con la rinascita del Feudo siciliano del Castelluccio, un vero e proprio rifugio tra i monti Iblei e la costa del siracusano, storica proprietà del marito Lucio Bonaccorsi dei Principi di Reburdone, è esploso il lifestyle Luisa Beccaria, nato da un’altra grande passione di famiglia, quella per l’hospitality. 

Il brand racchiude uno stile di vita su misura che si estende alla moda, all’homewear, agli accessori, al design degli interni e persino alle prelibatezze italiane prodotte in modo sostenibile e biologico.
I colori degli abiti e le loro suggestive sfumature si trasferiscono sulla tavola.

La moda e l’arte del ricevere, del resto, sono fortemente collegate, in una grande comunione, così come quella tra fashion e food. 
La cura per la casa, a partire dalla tavola, viene concepita come sinonimo di rispetto per i propri ospiti, così come il vestire bene è innanzitutto una forma di attenzione verso se stessi. 

Tovaglie, bicchieri, piatti, tappezzerie e piastrelle vengono conquistati dai canoni estetici delle collezioni Luisa Beccaria, attraverso una fluida trasposizione delle tipiche stampe leggere e ultrafemminili, così come dei colori pastello rubati agli elementi della natura. 

Lo stile iconico del brand combina l’energia urbana dinamica con lo spirito della campagna arcadica, accoglie ricordi di viaggi e riferimenti artistici per trasformare ogni giorno in un’avventura unica.

Questa sana voglia di convivialità, in un contesto armonioso e leggiadro, dai toni poetici, al di là dello scorrere inesorabile del tempo, trova massimo riscontro in un periodo storico come il nostro, in cui il piacere della condivisione tra le pareti domestiche si afferma come uno dei più grandi lussi.

Quando è nato il progetto di creare un vero e proprio lifestyle Luisa Beccaria?

È nato di pari passo con la mia vita. Non ho praticamente mai acquistato prodotti già esistenti sul mercato. Nelle mie case ho sempre fatto realizzare le lenzuola, le tovaglie, le piastrelle e i diversi complementi di arredo, senza però mai pensare di avviare una produzione rivolta al pubblico. Mi ha sempre appassionato cercare oggetti insoliti come tappeti, vasi fioriti e bonsai di mandarini. Adoro portare in tavola i colori della natura attraverso oggetti inconsueti e speciali. Così sono nati i nostri piatti e i bicchieri, alle tovaglie di lino sono stati sovrapposti ricami piazzati, rubati ai nostri vestiti da sera, o veli sfumati. Tutti i miei ospiti hanno sempre riconosciuto Il mio talento innato per l’armonia delle cose, una sorta di culto della bellezza “curativa”, intesa cioè come valore aggiunto per vivere meglio. Nelle mie residenze regna una grande semplicità, che definirei quasi calma, nelle linee come nelle nuances di colore, non c’è nulla di aggressivo, uno stile coerente, che non vincola e che può essere proposto in ogni situazione. È esattamente ciò che accade nella mia moda: lo stesso vestito può essere indossato con le infradito in riva al mare come copricostume oppure, abbinato ad un tacco alto e ad un cappello a tesa larga, in occasione di un matrimonio. Se si escludono le creazioni couture-sera, tutti i miei abiti sono estremamente versatili, sono ageless e timeless, non hanno una destinazione d’uso specifica, ma dipende dallo spirito di chi li indossa e dalla sua personale interpretazione. Lo stesso principio ispiratore guida anche il LU World oltre i confini della moda.

Quali sono state le tappe principali dello sviluppo del suo lifestyle alla conquista del pubblico?

Dopo aver introdotto la linea bambino e la linea sposa, avevo un po’ di timore ad espandermi anche nel campo del lifestyle perché il nostro è un piccolo gruppo nel mondo del lusso, siamo un family business, facciamo tutto da soli, quindi ogni scelta deve essere ponderata con grande attenzione. I miei cinque figli – Lucilla, Lucrezia, Ludovico, Luna e Luchino – hanno iniziato dando avvio al progetto LùBar, nel settore accoglienza e ristorazione, portando in giro per la città di Milano i piatti di Castelluccio, tipici siciliani, uniti ad un po’ di cucina meneghina, dapprima come street-food di qualità, distribuito a bordo delle api-car, poi nel fantastico contesto bucolico all’interno della Villa Reale, luogo a me da sempre caro, con il quale la mia famiglia ha una lunga relazione, da quando portavo i bambini al parco sino alle tante sfilate organizzate al suo interno… Il LùBar si è rivelato il contesto perfetto per mostrare le mie collezioni rivolte alla casa.
Dapprincipio il sito e-commerce Moda Operandi, molto in voga in America, che inizialmente trattava solo moda, per poi estendere il proprio àmbito di azione anche al lifestyle, mi ha chiesto di realizzare il progetto ad hoc “Luisa Beccaria Home”: le stampe e i colori delle mie collezioni sarebbero state così rintracciabili nei vari oggetti per la casa…è nata una collezione di bicchieri di vetro colorati, secondo tutte le sfumature del tramonto, dell’iride, del mare, che decorano moltissimo qualsiasi tavola; ad essi si sono affiancati i portacandele, le coppette, i piatti, le tovaglie, le tovagliette all’americana e tutta una serie di complementi, presentati per la prima volta in esclusiva nel corso del Salone del Mobile del 2019. Abbiamo allestito il LùBar con queste nuove creazioni per la casa, mentre le modelle, vestite dei miei abiti, sedute ai diversi tavoli, chiacchieravano tra di loro, riproducendo una situazione di serena convivialità. Quindi Market Place Artnet, portale di altissimo artigianato esclusivamente Made in Italy, ci ha chiesto di siglare una partnership, organizzando un grande dinner al Cipriani di New York, dove abbiamo spedito una grandissima fornitura di piatti e bicchieri per adornare tutte le tavole dell’evento. In ultimo, un paio di mesi fa, è arrivato un consistente ordine da parte di Net-A-Porter, soprattutto di bicchieri; sono rimasta molto stupita perché l’azienda si è sempre occupata esclusivamente di moda, ma dopo il boom del lifestyle – complice forse anche il lockdown –, ha voluto introdurre una nuova sezione dedicata alla casa. Per la distribuzione, quindi, abbiamo puntato principalmente sull’e-commerce, affidandoci alle grandi piattaforme online e meno ai negozi: la linea casa si trova infatti soltanto nella nostra boutique storica di Milano e nel nuovo temporary store, inaugurato lo scorso mese di giugno nella celebre piazzetta di Capri.

Oltre la tavola, ci sono all’orizzonte anche altri progetti di ampliamento dei confini del Lu World?

Stiamo realizzando una nuova linea di piastrelle fatte a mano, che riproducono il mood dei nostri abiti, dalle fantasie alle tinte unite molto sfumate. Sono allo studio, inoltre, carte da parati e tessuti per allargare la linea casa. Abbiamo introdotto una nostra etichetta di olio di oliva bio del Castelluccio, prodotto nella azienda agricola di famiglia. Non avendo vigneti di proprietà, insieme ai Planeta, stiamo avviando una produzione di vino, partendo da una first limited edition di rosé, che per ora serviremo sulle nostre tavole e nei nostri negozi, per testare il riscontro del pubblico. Stiamo organizzando una sfilata con Chanteclair, punto di riferimento dell’alta gioielleria dell’isola di Capri. Stiamo creando una fragranza, sempre in edizione limitata, che si ispira alle zagare di Sicilia. Ovviamente continueremo la nostra esperienza in ciò che da sempre ci appartiene: la moda. Come estensione della linea bridal, abbiamo stretto un accordo con un rinomato allestitore di cerimonie, con corrispondenti in tutto il mondo. Oltre all’abito da sposa, potremo curare i dettagli dell’intero ricevimento, offrendo un servizio di direzione artistica a 360°, dall’invito sino all’allestimento della chiesa e della tavola, passando attraverso gli outfit per le damigelle, i paggetti e la famiglia. Vorrei dedicare un vero e proprio libro al Lu World e scrivere ogni giorno una nuova pagina.

Un altro importante concetto, molto caro ai nostri giorni, è quello della sostenibilità… quali novità vorrebbe introdurre a seguito dei cambiamenti epocali che stanno interessando il nostro pianeta? 

Nel periodo storico che stiamo attraversando, la gente ha voglia di vita autentica, di verità, di esperienza. Non possiamo comportarci come se niente fosse successo. Il mio obiettivo è quello di trovare formule alternative per raccontare la nostra storia, senza essere schiavi di quei canoni dogmatici imposti dalle settimane della moda, da sempre così asfissianti, oggi addirittura anacronistici. Nell’ultimo periodo siamo riusciti a comunicare con nuovi metodi e questo dovrebbe permetterci di svincolarci dalla fissità di un’impostazione così desueta. È questo il momento propizio per raggruppare finalmente le collezioni, non più in base all’annata, ma secondo l’occasione d’uso. Questo principio vale più che mai per una moda come quella firmata Luisa Beccaria, che – in tempi ancora non sospetti – ha affermato un suo stile del tutto personale, quello di una donna leggiadra, fresca, con un’impronta bucolica, molto vicina alla natura, che ama vivere all’aria aperta. Una moda oltre il tempo, in perfetta sinergia con il mondo circostante. Sono dell’idea che i pezzi iconici andrebbero solo eventualmente perfezionati, ma mai cestinati con il passare delle stagioni, anche alla luce di questa doverosa rinnovata attenzione nei confronti dell’ecologia, insieme agli insegnamenti della pandemia, che ci ha inevitabilmente portato a riflettere sul valore delle cose davvero importanti. La nostra filosofia abbraccia il vero artigianato, dalle materie prime ai tessuti unici. I prodotti sono realizzati con abilità e competenza professionale, con il minor impatto possibile sull’ambiente. La sostenibilità si ottiene attraverso la moda lenta, creando forme e stili che si adattano al mondo moderno, ma rimangono senza connotazione temporale. Trovo sacrilego che, nel settore del lusso, una collezione realizzata con massima dedizione e materiali di altissimo pregio, venga messa in saldo dopo soli tre mesi dall’uscita sul mercato. Deve essere riconosciuto il valore intrinseco di capi intramontabili, al di là delle tendenze del momento. Il mio stile emana dalla mia anima e oggi viene rielaborato dai miei figli attraverso gli occhi delle nuove generazioni, in un insieme di tradizione e innovazione. Uno stile riconoscibile, connotato, che resiste al passare del tempo. Un’eleganza semplice, garbata, romantica. Le donne finalmente non hanno più paura di mostrare la propria femminilità, questa è la vera forza in cui ho sempre creduto.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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