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Luca Morisi e la spigolatrice di Sapri, la politica è un ramo dell’industria dell’entertainment

Elezioni d’Ottobre, con poca voglia e nessuna speranza.
Domenica 3 e lunedì 4 ottobre (tra i pochi paesi al mondo dove due giorni per votare, omaggio alla pigrizia?) si vota per i sindaci di Roma, Milano, Napoli, Torino e centinaia di altri Comuni di ogni dimensione e ancora per il governo di una intera Regione (la Calabria) e infine per un paio di seggi parlamentari mica da poco (a Siena e Roma). Si può votare, c’è ampia offerta nella scheda elettorale, per partiti e forze politiche illiberali, regressive e anche un filo eversive. C’è anche ampia scelta possibile di voto per partiti e forze politiche assistenzialiste, clientelari, corporative e di fatto conservatrici dell’esistente anche se amano chiamarsi altrimenti. E si possono votare liste anti moderne e reazionarie, ce n’è infatti ad entrambi i capi della gamma dell’offerta politica. Un qualcosa di riformista da votare invece non c’è. E non c’è perché un riformismo ha come precondizione la comunicazione del reale stato delle cose. Per realmente modificarlo e aggiustarlo, sì aggiustarlo, nel mondo e nel modo reale della realtà. Ma la realtà che ci rappresentiamo, che ci rappresentano e che vogliamo-votiamo ci sia rappresentata soffre un mastodontico e strutturale e volontario e voluto deficit di verità. E non è solo colpa “loro”. Chiunque osasse colmare il deficit di verità verrebbe punito, stramazzato dal voto dei cittadini-elettori. Per cui, con poca voglia e nessuna speranza… Luca Morisi e la spigolatrice di Sapri.
In Italia la politica è un ramo dell’industria dell’entertainment. Quindi la vicenda umana e politica di Luca Morisi saranno messe in scena senza serietà, saranno “recitate” secondo vari copioni, tutti di…intrattenimento. Il capo della comunicazione, colui che aveva inventato il grado di “Capitano” d’Italia per Salvini, l’uomo che sussurrava ai social…E ora scivolato sulla cocaina in casa. Non tanto, solo un po’, ma quanto basta a raccontare che questi manipolatori predicano bene e razzolano male, uno di loro… Oppure l’amico che ha sbagliato ma chiede scusa a tutti, l’uomo che inciampa ma a cui tendere la mano per risollevarsi, uno di noi...Una politica che non fosse un ramo dell’industria dell’intrattenimento si terrebbe fuori dalla vicenda Morisi. Ma il pubblico elettore esige, quando ha potuto la Lega ha dato ampia soddisfazione a queste voglie del pubblico e ora subisce contrappasso. E ad ogni passo la politica ramo dell’industria dell’intrattenimento scade di qualità: a Sapri una scultura della spigolatrice con forme di donna ha scatenato il beghinismo progressista e manda in scena la mini pièce della femminilità offesa. Intrattenimento, per tutti i gusti, con vasto pubblico e quasi sempre di successo. Per la politica resta poco spazio, quasi niente. Per cui, con poca voglia e nessuna speranza…
 

Fonte: calciomercato.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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