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Luca Cavazza, da Bibbiano alla «Villa Inferno» di Bologna

Il tifo per la Virtus Basket, il lavoro da agente immobiliare e l’attività politica nel centrodestra, fin da giovanissimo, prima con Forza Italia poi nella Lega. È il classico profilo da rampollo della borghesia bolognese quello di Luca Cavazza, 27 anni, finito ai domiciliari con le accuse di induzione alla prostituzione minorile e spaccio, anche se di lieve entità. Per il pm Stefano Dambruoso e il gip Letizio Magliaro era proprio lui a reclutare le ragazze, di cui almeno una minorenne. Dopo il salto nelle file della Lega, Cavazza è stato candidato a sostegno della senatrice Lucia Borgonzoni alle ultime elezioni regionali di gennaio 2020. Un buco nell’acqua. Già nel 2016, alle Comunali, aveva tentato di farsi eleggere come consigliere ma all’epoca correva con Forza Italia.

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Quattro anni fa era il più giovane candidato del centrodestra e face parlare di sé per un post su Facebook in cui, facendo visita alla tomba di Mussolini a Predappio, scriveva: «Tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. A noi!». Il 31 luglio scorso era stato immortalato con Lucia Borgonzoni alla festa della Lega a Milano Marittima, a cui aveva partecipato anche Matteo Salvini. Ma adesso sotto le Due Torri politici eletti e non, da Forza Italia al Carroccio, si affrettano a far sparire dai social foto che li ritraggono con il giovane militante la cui carriera politica, in verità, nonostante le conoscenze non è mai decollata.

Il web però non perdona e da ieri circolano le foto dei post con i quali Cavazza, quando un anno fa scoppiò lo scandalo di Bibbiano sugli affidi illeciti di minori, sbraitava «Giù le mani dai bambini». «Dopo appurate verifiche si precisa che Luca Cavazza non risulta essere iscritto alla Lega» afferma il senatore Andrea Ostellari, coordinatore del partito in Emilia. Le mani su una ragazzina poco più che bambina Cavazza ce le aveva messe: sarebbe stato lui a convincerla a partecipare ai festini a Villa Inferno con la promessa che «ci sarà della fattanza (sballo in bolognese)». «Mi utilizzava per accedere a delle feste dove si sarebbe consumata coca, per assumerne lui gratuitamente e poi offrire me per attività sessuale di gruppo. Io accettavo perché volevo la coca» racconta ancora la 17enne, oggi diventata maggiorenne, agli inquirenti.

3 settembre 2020 (modifica il 3 settembre 2020 | 14:50)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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