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Luana, ipotesi manomissione orditoio: perché la protezione dell’orditoio non si è abbassata

Anche il macchinario tessile che ha ucciso Luana D’Orazio, l’operaia toscana di 22 anni madre di un bambino che sognava un futuro da attrice, potrebbe essere stato manomesso. Sono le prime indiscrezioni che arrivano dagli accertamenti ancora in corso sull’orditoio dell’azienda di Montemurlo (Prato) dove è accaduta la tragedia. Un’ipotesi per ora, in attesa di ulteriori conferme. La macchina è stata rimontata dopo l’incidente anche se pare ci siano state anomalie nel funzionamento.

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L’attesa per la perizia finale

Gli accertamenti continuano e solo la perizia finale, che sarà consegnata alla Procura di Prato entro sessanta giorni, darà un chiaro responso sulla presunta manomissione. Anche se sembra quasi certo che la saracinesca, che doveva proteggere Luana, non si è abbassata durante la lavorazione. Nei giorni scorsi, un’altra perizia aveva stabilito che i sistemi di sicurezza del macchinario simile a quello dove lavorava Luana erano stati manipolati. In questo caso ad essere manomessa era stata la saracinesca dell’orditoio. Durante un successivo accertamento i tecnici avevano scoperto la mancanza della fotocellula che avrebbe dovuto fermare gli ingranaggi. Due le persone indagate per omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa delle cautele infortunistiche: il tecnico addetto alla manutenzione Mario Cusimano e il titolare dell’azienda Laura Coppini.


La grata di protezione aperta

Il macchinario ha più cicli di produzione durante i quali la saracinesca, che protegge gli operai dagli ingranaggi, si apre e si chiude secondo il grado di rischio. Quando è praticamente inesistente, con i rulli che non si muovono, la protezione sta sollevata per consentire al lavoratore alcune operazioni come la sistemazione dei fili. Ma quando si avvia la produzione, la saracinesca si chiude e l’operaio si deve allontanare e mantenere la giusta distanza. Durante la simulazione pare che questo non sia accaduto e che la grata anti-infortuni sia rimasta sempre aperta.

Le indagini sulle mansioni di Luana e sulla sua tutela

La procura di Prato, coordinata da Giuseppe Nicolosi, si sta occupando anche di un altro filone di indagini, quelle che riguardano il tipo di contratto che legava la giovane operaia all’azienda tessile di Oste di Montemurlo. Luana era un’apprendista e probabilmente non doveva essere sola a lavorare davanti al macchinario ma essere sempre accompagnata da un tutor e non avrebbe potuto lavorare all’orditoio. Su questo aspetto sono attualmente in corso ulteriori accertamenti.

26 maggio 2021 (modifica il 26 maggio 2021 | 19:38)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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