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Lifestyle italiano e natura: la ricetta di Gabriele Galieni

“Sicurezza, sensibilità ambientale e relazione autentica. Il primo punto, alla luce della nuova normalità imposta dal Covid, registra una grande spinta in termini di attenzione. Non che prima non costituisse un’esigenza ma oggi si è trasformata in priorità”. Così Gabriele Galieni, una lunga carriera come direttore di grandi alberghi, nell’intervista all’Opinione.

Gabriele Galieni, direttore dalla lunga carriera in grandi alberghi: ci racconta la sua storia?

Sono cresciuto con l’impronta dei “4 Cavalli” della Ciga (Compagnia italiana grandi alberghi) ben impressa nelle mie motivazioni. La Ciga fino all’inizio degli anni ’90 era la massima espressione italiana dell’industria dell’ospitalità, sia in termini di qualità che in termini di numero di strutture. È da questo straordinario patrimonio storico che ho sviluppato le mie competenze e ricoperto funzioni rilevanti tra Venezia e Milano. In laguna all’Excelsior del Lido, Gritti Palace e al Danieli mentre nel capoluogo lombardo al Palace e al Principe di Savoia. La prima direzione l’ho assunta agli inizi degli anni 2000 al Grand Hotel di Rimini per poi trasferirmi al Grand Hotel de la Minerve, a Roma, senza mai abbandonare il segmento “5 stelle”. Da quasi 10 anni sono coinvolto in un gratificante progetto sulla punta nord del Lago di Garda (Riva del Garda) dove ricopro il ruolo di Complex general manager del Lido Palace (hotel 5 stelle) ed il Du Lac et Du Parc Grand Resort, struttura 4 stelle superior. Complessivamente le due strutture ricettive dispongono di 300 camere ed occupano, nel punto più alto della stagione, circa 270 dipendenti.

L’evoluzione dell’offerta nell’ospitalità ha fatto passi da gigante: oggi quali sono le priorità per il cliente?

Sicurezza, sensibilità ambientale e relazione autentica. Il primo punto, alla luce della nuova normalità imposta dal Covid, registra una grande spinta in termini di attenzione. Non che prima non costituisse un’esigenza ma oggi si è trasformata in priorità. I protocolli, la comunicazione, le attrezzature e i comportamenti devono manifestarsi in maniera congruente, misurabile e tangibile. Inoltre, è opportuno che queste misure non siano presenti solo all’interno dell’hotel ma anche nel resto del contesto in cui l’ospite realizza la sua esperienza. Dobbiamo riconnetterci con madre natura, col rispetto che le dobbiamo. Ammirare la bellezza dei nostri paesaggi e assaporare le prelibatezze della cucina regionale generano forti emozioni. I millennial hanno sviluppato una forte sensibilità per la ricerca dell’equilibrio attraverso il verde. La realizzazione di percorsi e contesti con i contenuti appena citati e con le dovute accortezze contribuisce alla rigenerazione della natura mentre la stessa rigenera noi. Non sto sottovalutando la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, che costituiscono elementi prioritari nella fase della realizzazione del prodotto, ma la relazione genuina e diretta con l’ospite lo è altrettanto e direi ancor di più. L’obiettivo della vacanza si configura sempre di più come uno scambio culturale, pertanto i turisti di oggi non vogliono essere isolati dai luoghi che li ospitano. Desiderano interagire e partecipare alla cultura locale, vogliono arricchire la propria conoscenza attraverso la storia e le consuetudini del contesto in cui si trovano momentaneamente a vivere. Sviluppare la capacità di trasmettere in maniera autentica il nostro modo di vivere costituisce di certo un punto di forza.

Due anni vissuti con il Covid, quanto e come ha inciso la pandemia sulle vostre attività?

In maniera devastante direi e soprattutto nel 2020, quando il giro d’affari si è dimezzato penalizzando contestualmente buona parte del nostro staff. Siamo stati supportati in quei cinque mesi (a fronte dei consueti dieci) dal mercato di prossimità, quindi ospiti provenienti dalla Germania, Austria, Svizzera, Belgio. E anche italiani, naturalmente. Purtroppo, tutto il bacino d’oltremare e la presenza russa si sono azzerati. Nell’anno in corso registriamo segnali di ripresa e se il ciclo delle vaccinazioni prosegue col ritmo attuale riteniamo realistico che non si replichi la seconda ondata, come è accaduto tra ottobre e novembre 2020, che ci ha costretti a chiusure anticipate. Se così sarà, come tutti auspichiamo, potremmo ritenerci soddisfatti del 2021 e sperare in un 2022 che torni a essere accostabile al periodo pre-pandemia.

L’ hotel che oggi dirige ha fra i suoi punti forti una ampia offerta di servizi a disposizione degli ospiti, quali sono le caratteristiche che più vi distinguono rispetto alla concorrenza in riva al Lago?

Sono due prodotti straordinari seppur molto diversi tra loro. Mi piace definire il Lido Palace un prodotto di nicchia, un cinque stelle di solo 42 camere in cui prevale la riservatezza. Dotato di un centro benessere (Cxi Spa) che dispiega i suoi servizi su 1.500 metri quadrati, con due piscine (una interna e una esterna). La cucina esprime il suo aspetto gourmet con il ristorante “Il Re della Busa”. Il Lido Palace è un palazzo Liberty con oltre un secolo di vita ed è stato completamente restaurato nel 2011 con un design moderno e soprattutto italiano. È al centro di un parco privato di 12.500 metri quadrati e a pochi passi dal cuore pulsante di Riva del Garda. Il Du Lac et Du Parc Grand Resort offre una vasta gamma di servizi, dal congressuale alla banchettistica, dai grandi eventi alle attività sportive e si presta quindi tanto per le famiglie quanto per le coppie. È immerso in un meraviglioso parco privato di 75.000 metri quadri e diversifica ulteriormente il suo prodotto tra hotel, bungalow, appartamenti e suite. È dotato di tre ristoranti, tre piscine, un sailing center, 15 sale riunioni, mini-club e una moderna spa. In sostanza non manca alcunché per una vacanza perfetta.

Le catene internazionali hanno standardizzato le 4 e le 5 stelle, come riuscire a trovare ancora qualcosa di “ unico” in Italia?

Lavoriamo molto sulla formazione. Prima dell’apertura stagionale e durante le prime settimane dalla stessa trascorriamo molte ore in aula. I contenuti sono di carattere sia comportamentale che tecnici. Questo ci permette di fornire un servizio di assoluto spessore e di eccedere rispetto alle attese dei nostri ospiti. Un altro punto di forza è la nostra destinazione. È da un decennio che la nostra area è definita “the best place to live” in Italia in termini di qualità della vita. La combinazione dei due elementi sopracitati, unitamente all’alta qualità strutturale di base (l’hardware dei due hotel), ci consente di primeggiare.

Se dovesse condensare in una frase i motivi per i quali si dovrebbe venire in vacanza da voi, quale sarebbe?

Godete del lifestyle italiano in un contesto di natura e sano benessere.

Fonte: opinione.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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