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Lombardia zona bianca: anche i contagi Covid sono sotto la soglia d’allarme, ecco tutti i parametri

Da 24 ore la Lombardia sventola bandiera bianca. E tutto lascia intendere che i dati di oggi la terranno issata: essendo i numeri che verranno annunciati questo pomeriggio quelli presi in considerazione nel monitoraggio settimanale di domani, un terzo della strada verso una normalità sempre più simile a quella del passato è stato fatto.

C’è infatti un solo parametro che può far passare una Regione dalla zona gialla a quella bianca: l’incidenza settimanale di casi ogni 100 mila abitanti. E ieri, per la prima volta, la Lombardia è scesa sotto quota 50: «La Lombardia da oggi ha parametri da zona bianca», ha annunciato ieri mattina il presidente Attilio Fontana a margine della visita all’hub vaccinale di Novegro, spiegando che l’incidenza di casi positivi per 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni è scesa a 48. «Iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, ma la lotta al Covid non è finita: la nostra campagna vaccinale prosegue a ritmo serrato. Dobbiamo continuare a mantenere quei comportamenti che ci hanno consentito di raggiungere questi risultati».


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Prima di vederli, questi risultati, ecco quello che potrà succedere nelle prossime settimane. Per entrare in zona bianca una Regione deve essere in uno scenario di tipo 1 e avere un’incidenza di contagi sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane di fila. Martedì eravamo ancora sopra quota 51, ieri la discesa a 48. A mettere in fila i dati dei giovedì (è il giorno preso a riferimento dall’osservatorio nazionale) degli ultimi due mesi il calo è costante: dai 275 del primo aprile, la diminuzione è stata dell’82,5%. Nel monitoraggio di domani per la prima settimana la Lombardia avrà ufficialmente parametri da zona bianca: se per altri due venerdì il dato sarà confermato, da lunedì 14 giugno la Lombardia sarà nella fascia più soft.

Parallelamente anche gli altri parametri epidemiologici sono decresciuti. Le terapie intensive, la cui soglia di allarme in termini di occupazione letti destinati a pazienti Covid è fissato al 30%, segnano ormai un tasso del 19,3%: si è scesi sotto il 30% la seconda settimana di maggio, partendo da un tasso del 60,7% a inizio aprile. Stesso discorso per i ricoveri ordinari: siamo scesi sotto la soglia di allarme, fissata al 40%, a metà aprile, partendo dal 50,1% di inizio aprile e finendo al 15,9%. I nuovi casi quotidiani sono passati in due mesi da 4.483 ai 666 di ieri e i decessi da 127 del primo aprile ai 15 di ieri.

«In questo momento abbiamo molti dati confortanti — dice Andrea Gori, primario di Malattie infettive del Policlinico di Milano —: la pressione sui pronto soccorso è davvero modesta, i casi che arrivano, seppure gravi, sono in una fascia della popolazione che non è quella più a rischio. Si tratta di giovani o di persone non fragili, dunque con un minore rischio di decesso per Covid-19: questo grazie alla vaccinazione prioritaria su anziani e vulnerabili, che ha avuto un effetto reale e tangibile. È un dato molto ottimistico». Ma? «Ma non è risolto: la fascia bianca non può essere un liberi tutti. Bisogna andarci con raziocinio e senso di responsabilità. Di fronte abbiamo un dejà vu, sia rispetto alla Sardegna, andata in bianco e dopo una settimana retrocessa in rosso, sia rispetto alla scorsa estate, con le conseguenze viste in autunno. Siamo vicinissimi al traguardo: epidemiologicamente abbiamo un quadro molto favorevole, abbiamo le vaccinazioni che stanno avanzando a tambur battente, allo stesso modo però la situazione peggiore sarebbe quella di tornare indietro. Non ce lo possiamo permettere».

E allora? La soluzione accolta con favore dalla comunità scientifica sarebbe un «bianco rafforzato», a cui si pensava di approdare.«Meglio altri 15-20 giorni di prudenza per avere una situazione stabile nel tempo non solo durante l’estate, ma anche e soprattutto dopo. Teniamo ancora duro per non dover chiudere mai più», dice Gori. L’accordo, invece, raggiunto ieri sera tra Regioni e governo prevede l’eliminazione del coprifuoco e la possibilità di anticipare le riaperture delle attività economiche e sociali pensate finora per gradi.

27 maggio 2021 | 07:41

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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