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Lo sport oltre gli scudetti: viaggio tra gli impianti in attesa del rilancio a Milano

Progetti olimpici che aspettano l’inizio dei lavori. Piccoli ma indispensabili interventi che servono per restituire campi di calcio, basket e pallavolo nonché piste di atletica ai quartieri che da tempo ne sono sprovvisti. Piscine chiuse in attesa di un restyling o impianti gioiello rimessi a nuovo da poco. 

Dopo che le vittorie regalate dalle squadre e dai campioni milanesi hanno riacceso la voglia di sport, i riflettori sono tutti puntati sugli impianti da sistemare. Perché città che vince (gli scudetti dell’Olimpia e del Milan, la Coppa Italia dell’Inter) non basta. In vista delle Olimpiadi del 2026, una Milano che punta a diventare capitale dello sport deve dare non solo ai futuri atleti olimpici ma anche a tutti i cittadini la possibilità di praticarlo al meglio. Nell’ultimo anno sono stati tagliati diversi nastri — tra il Giuriati completamente rimesso a nuovo, la piscina Suzzani ristrutturata, la nuova Parri Mengoni a Bisceglie — ma all’appello ne mancano altrettanti, su cui Comune, Milanosport, università e privati stanno lavorando. 

Tra i grandi progetti di riqualificazione, in testa c’è il Lido, dove la grande vasca scoperta è chiusa dal 2019: a gennaio 2023, la società spagnola che si è aggiudicata il restyling dello storico centro balneare di piazzale Lotto, inizierà i lavori per trasformarlo in uno specchio d’acqua dove praticare canoa e kayak tutto l’anno, oltre ad altre attività di fitness. Costo dell’operazione, 25 milioni di euro. Un altro piano di partenariato pubblico privato, con un investimento da oltre 23 milioni di euro, è quello per la piscina Cardellino, al Lorenteggio: diventerà una vasca olimpionica circondata da un parco. L’inizio dei lavori è previsto entro la fine del 2022 e l’impianto sarà pronto in un paio d’anni.

Al Vigorelli, invece, che da qualche anno ha di nuovo la sua pista magica, si stanno ultimando i lavori per le sottotribune e gli spogliatoi dell’anello interno. La settimana scorsa, invece, Palazzo Marino ha lanciato la sistemazione della piscina Scarioni che serve i quartieri di Niguarda e Prato Centenaro: malconcia da sempre e chiusa dal 2019. Il piano è, anche qui, in project financing: perché ristrutturazioni come questa, da 18 milioni di euro, non partono con soli finanziamenti comunali. Entro la fine dell’anno sarà pubblicato il bando di gara. La preoccupazione del Municipio 9 e dei suoi residenti, spiega il consigliere del Pd Stefano Indovino, è una soltanto: «Ci auguriamo che le tariffe restino le stesse». Da rifare è anche la vasca del Cambini Fossati, impianto di quartiere dietro via Padova: la piscina dovrebbe riaprire in autunno o entro al fine dell’anno, mentre sono appena stati inaugurati diversi campi da padel. Il 2023, invece, dovrebbe essere l’anno del Carraro: punto di riferimento per ragazzi e ragazze del Gratosoglio e mezza Milano Sud, è chiuso dal 2018 per una storia travagliatissima di contenziosi e intoppi burocratici. A gennaio saranno restituiti alla città il campo di calcio e la pista di atletica. All’appello, spiega il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese, «manca il palazzetto che sta aspettando i fondi del Pnrr a cui si è candidato». 

Poi ci sono i piccoli, ma indispensabili, interventi da mettere in cantiere nei quartieri: «Nella nostra zona — spiega ad esempio il presidente del Municipio 6 Santo Minniti — mancano campi regolamentari per diputare le gare di serie C di basket e pallavolo». Per questo, racconta, «lanceremo presto una manifestazione di interesse per realizzare una struttura alla Barona». Mentre accanto alla stazione Centrale, Oakley ha appena risistemato il playground di via Sammartini. Infine ci sono le opere per le Olimpiadi, ricorsi permettendo: sarà sistemato l’ex Palasharp per ospitare l’hockey su ghiaccio femminile, mentre sarà costruita ex novo una grande arena nel quartiere di Santa Giulia per le gare maschili. «In attesa di Milano Cortina — spiega l’assessora allo Sport Martina Riva — stiamo lavorando affinché Milano, già città della moda e del design, diventi anche città dello sport. Da un lato ci saranno impianti all’avanguardia per gli atleti, dall’altro faremo sì che le strutture per lo sport di base diventino un presidio naturale per i nostri quartieri». 

Fonte: milano.repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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