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Lo sport italiano intravede la ripresa: nel mirino i livelli pre-pandemia

Praticare regolarmente attività fisica permette di ridurre i sintomi dell’ansia e dello stress, favorisce il sonno e aiuta a migliorare l’autostima, aiutando allo stesso tempo a prevenire patologie come l’osteoporosi, l’ipertensione, il diabete e alcuni disturbi dell’umore. Un “tesoro”, dunque, di grande valore per il singolo, con ricadute positive anche per la società, al quale è dedicato il primo Osservatorio sullo sport system realizzato dall’ufficio studi di Banca Ifis che punta a monitorare l’evoluzione del settore in Italia.

L’impatto della pandemia

I risultati dell’indagine sottolineano il periodo di crisi vissuto dal comparto a causa della pandemia. Se nel 2019 lo sport system ha, infatti, generato ricavi per 95,9 miliardi di euro (con un’incidenza sul Pil italiano del 3,6%), dando lavoro a circa 389 mila persone, nel 2020 le misure per il contenimento dei contagi hanno determinato una flessione dei ricavi e degli occupati. L’area più colpita in termini assoluti è stata quella delle associazioni e delle società sportive, che hanno visto il proprio fatturato passare dai 40,2 miliardi del 2019 ai 32,5 miliardi del 2020, con un calo del 19%. Flessione che ha avuto ripercussioni importanti anche sul numero degli occupati (dai 189mila del 2019 ai 159mila del 2020). A causa della sospensione per alcuni mesi degli eventi sportivi, l’indotto generato da questi ultimi si è attestato a circa 2 miliardi di euro, in discesa del 74% rispetto al 2019. A essere colpito è stato anche il comparto dell’impiantistica sportiva, il cui giro d’affari è sceso dai 6,2 miliardi del 2019 ai 2,3 miliardi del
2020. La lunga sospensione dell’attività sportiva, specie di natura dilettantistica e amatoriale, ha avuto un impatto anche sulle esternalità, scese da 10,1 a 2 miliardi.

La parziale ripresa nel 2021

Il 2021 ha visto un parziale recupero dei valori pre-Covid. Il ritorno del pubblico alle manifestazioni sportive, la ripresa dell’attività dilettantistica e amatoriale e la progressiva riapertura di piscine, palestre e centri sportivi ha permesso ai ricavi di raggiungere i 78,8 miliardi di euro (3% del Pil). Per tornare ai livelli pre-pandemici, si legge nello studio, occorre però puntare sull’effetto moltiplicatore dato da una combinazione di investimenti pubblici e privati. A questo proposito, evidenzia il report, anche se gli investimenti pubblici hanno una forza propulsiva particolarmente elevata non è possibile prescindere dalla loro combinazione con le risorse private messe in campo dalle società sportive e di gestione degli impianti sportivi. Infatti nel 2019, a fronte di una spesa pubblica di 4,7 miliardi, gli operatori core dello sport system (associazioni e società sportive, federazioni, enti di promozione sportiva, società di gestione degli impianti) hanno movimentato risorse per 41,8 miliardi tra spese per materie
prime, servizi, personale e ammortamenti di beni materiali e immateriali, contribuendo a generare un valore complessivo di 95,9 miliardi.

Gli italiani e lo sport

Infine, l’Osservatorio ha analizzato il rapporto tra gli italiani e lo sport. Sono circa 35 milioni le persone che seguono e si interessano ad almeno uno sport, e 15,5 milioni coloro che lo praticano regolarmente. Il calcio è lo sport più praticato in Italia (34% tra gli over 18) e anche quello che beneficia del maggiore ammontare di contributi pubblici. A seguire c’è il nuoto, che risulta la seconda disciplina più praticata, a soli 5 punti percentuali dalla prima posizione, pur incassando meno di un terzo dei contributi pubblici ricevuti dal calcio. Si tratta in entrambi i casi di un successo legato anche a variabili non economiche. Tra queste, l’efficacia delle iniziative condotte dalle singole federazioni e l’effetto trascinamento determinato dai successi nazionali e internazionali dei nostri campioni.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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