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“Lo sport insegna a non arrendersi mai”

Intervistare Rita Cuccuru, atleta paraolimpica di triathlon, promessa delle Paralimpiadi di Tokyo del 2021, è stata una bellissima occasione per parlare con lei delle passioni che ci sono mancate in questo difficile periodo. Rita è un esempio per noi ragazzi che, con perseveranza e dedizione, è riuscita a realizzare i propri sogni. È una cittadina di Maranello, scenario dei suoi allenamenti. E grazie a lei alle Paralimpiadi sarà presente anche un pò della nostra città. Rita, cos’è per te lo sport? “Lo sport è tutta la mia vita. Attraverso lo sport si impara a vivere, a non arrendersi e a perdere…

Intervistare Rita Cuccuru, atleta paraolimpica di triathlon, promessa delle Paralimpiadi di Tokyo del 2021, è stata una bellissima occasione per parlare con lei delle passioni che ci sono mancate in questo difficile periodo. Rita è un esempio per noi ragazzi che, con perseveranza e dedizione, è riuscita a realizzare i propri sogni. È una cittadina di Maranello, scenario dei suoi allenamenti. E grazie a lei alle Paralimpiadi sarà presente anche un pò della nostra città.

Rita, cos’è per te lo sport?

“Lo sport è tutta la mia vita. Attraverso lo sport si impara a vivere, a non arrendersi e a perdere sportivamente, perchè nella vita ci sono vittorie ma anche tante sconfitte”.

Da piccola qual’era il tuo sogno?

“Ho sempre sognato di diventare insegnante di educazione fisica e giocatrice di calcio, non avrei mai immaginato di diventare triatleta e vivere da super eroe dello sport paralimpico”.

Dopo l’incidente dove hai trovato la forza di continuare?

“Inizialmente è stato difficile, poi, grazie a mio padre Sebastiano e mia sorella Giovanna, lo sport è diventato per me una palestra di vita, mi ha aiutata. Questo ha prodotto indubitabili effetti positivi come il buonumore, io sono una che sorride sempre! Sono una donna coraggiosa, nel mondo c’è bisogno di coraggio, spero che ne abbiate anche voi nelle sfide che dovrete affrontare”.

Per ottenere dei buoni risultati in ambito sportivo quali sono gli atteggiamenti necessari?

“Bisogna avere grande amore per lo sport, credere in se stessi, poi tutto arriva con il sacrificio. Allenandosi con costanza alla fine i risultati arriveranno: il lavoro paga”.

L’impossibilità per noi ragazzi di praticare sport di squadra può influenzare il nostro modo di stare insieme?

“Credo che questa pandemia non possa modificare così profondamente il vostro modo di stare insieme. Spero che abbiate degli amici, una famiglia e degli insegnanti forti che vi sostengano, io lo farò! Forza ragazzi! Che le brutte cose non durano per sempre.

Ultimamente si è sentito parlare di Lara Lugli: il ruolo delle donne nello sport è ancora svantaggiato rispetto a quello degli uomini?

“Sono rimasta scioccata dalla sua storia. Penso che noi donne siamo ancora tanto svantaggiate rispetto ai colleghi maschi; qualcosa si sta muovendo, come le donne del calcio, ma tanto deve essere ancora fatto. In Italia, rispetto ad altre nazioni, siamo indietro, ad esempio dal punto di vista della disabilità e della parità. Bisogna fare in modo che se ne parli, le rivoluzioni richiedono tempo, ma ci arriveremo”.

Come stanno andando le tue gare?

“Sono felice che il 15 maggio inizi la qualifica Olimpica, ci saranno gare importantissime per me e dovrò dare il massimo in tutte le 4 di World Cup. Che dire sulle Olimpiadi senza pubblico, sarà strano, triste ma per il bene di tutti, penso sia giusto così”.

Che progetti hai per il futuro?

“Mi piacerebbe partecipare alla Maratona di New York e dedicarmi alla preparazione delle Olimpiadi di Parigi 2024”.

Asia Orlandini, Anna Soli, Federica Stendardo, Aurora Ugolini della classe 3E

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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