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Lo sport giusto per gli obesi si può fare anche a casa

besi, in parte per colpa di una genetica «nemica»: anche i dati diffusi nell’ultimo World Obesity Day confermano che l’obesità è una malattia complessa, prodotta da un intreccio di geni che predispongono all’accumulo di chili, fattori psicologici ed elementi ambientali. La quota di cui è responsabile il Dna non è chiara , ma nei casi in cui ci siano geni sfavorevoli è comunque possibile intervenire, magari scegliendo alcuni tipi di attività fisica che sono più efficaci di altri. Lo ha dimostrato uno studio della National Taiwan University su più di 18mila adulti, per i quali è stato misurato il punteggio di «rischio genetico» di obesità e, oltre all’indice di massa corporea, anche parametri correlati come la percentuale di grasso corporeo, il girovita, i fianchi e il rapporto vita/fianchi. Questi dati sono stati messi in relazione al tipo di attività fisica svolto, per capire se diversi tipi di esercizio possano avere un differente esito nei confronti dell’obesità. La risposta è sì, con alcune sorprese: il nuoto, per esempio, sembra meno efficace nel combattere l’obesità in cui ci sia una maggiore componente genetica; lo stesso vale per la bicicletta o lo stretching, mentre sarebbero di maggior aiuto attività come lo yoga, alcuni tipi di ballo o camminare. Si può optare anche per ilpower walking, una sorta di camminata-marcia con una velocità e uno sforzo più sostenuto senza però mettere a repentaglio le articolazioni come potrebbe accadere con la corsa veloce; promosso infine il jogging, la corsetta lenta raccomandata agli obesi anche dall’American Heart Association, ma il sovraccarico articolare maggiore lo rende adatto solo a chi riceva un via libera dal medico. «La genetica non è un destino ineluttabile, l’esercizio fisico serve anche quando c’è una predisposizione consistente all’obesità», sottolineano gli autori.

Niente scuse

Non ci sono scuse, quindi, serve muoversi. Ma non sapendo se si è o meno geneticamente svantaggiati, che attività scegliere? Secondo una revisione della George Washington University, l’essenziale è associare un allenamento di resistenza a uno aerobico, per mantenere la massa magra mentre si dimagrisce. Sì quindi anche a esercizi con pesi o senza, dai piegamenti sulle gambe agli addominali, ma sempre assieme a un’attività aerobica; la migliore per tutti, perché davvero chiunque può farla, è la camminata. Non è traumatica, la dose può essere incrementata facilmente e si può rendere più intensa in maniera altrettanto semplice, aumentando la velocità o dedicandosi a varianti come il fitwalking o il nordic walking per accrescere lo sforzo.

13 settembre 2020 (modifica il 13 settembre 2020 | 17:44)

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Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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