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Lo sport e la politica piangono Pino Guerrini

“Ricordo mio padre con la parola che sto ascoltando con più frequenza a poche ore dalla sua morte: un galantuomo”. Così Rita Guerrini parla del padre, Giuseppe, morto sabato pomeriggio a 90 anni. Abitava nel Borgo San Biagio. Prima direttore amministrativo della Compagnia portuale, poi presidente del Comitato di gestione dell’Usl, dirigente del Pri: un uomo che ha avuto un ruolo di primo piano nella crescita della città. Ma il piglio dirigenziale, Guerrini lo mise in mostra fin da giovane come capitano della ‘mitica’ Ruentes, squadra di pallavolo costituita nella parrocchia ravennate di Santa Maria…

“Ricordo mio padre con la parola che sto ascoltando con più frequenza a poche ore dalla sua morte: un galantuomo”. Così Rita Guerrini parla del padre, Giuseppe, morto sabato pomeriggio a 90 anni. Abitava nel Borgo San Biagio. Prima direttore amministrativo della Compagnia portuale, poi presidente del Comitato di gestione dell’Usl, dirigente del Pri: un uomo che ha avuto un ruolo di primo piano nella crescita della città. Ma il piglio dirigenziale, Guerrini lo mise in mostra fin da giovane come capitano della ‘mitica’ Ruentes, squadra di pallavolo costituita nella parrocchia ravennate di Santa Maria Maggiore che arrivò alla serie A. Era il 1947 e l’idea di dare vita alla formazione di volley venne a don Petro Zolati, che ogni giorno osservava un gruppo sparuto di ragazzini che iniziavano a giocare a pallavolo e ad allenarsi nei polverosi campi del ricreatorio. “Era il dopoguerra – racconta Rita Guerrini – e anche il desiderio di fare sport stava a significare quel sentimento di ripresa e ricostruzione che avrebbe poi portato la nostra città a diventare vivaio di grandi campioni del volley”. Della Ruentes facevano parte Ghigi, Manini, Tasselli, Dante e Pasquale Mazzucca, Novelli, Randi, Tanasini, Gambi, e Pino Guerrini che – fra i più bassi del gruppo in quanto alto 1.80 – divenne subito il capitano e alzatore ufficiale della squadra che militò in serie A, iniziando un percorso e una stagione di grandi successi della pallavolo e dello sport ravennate.

Dagli anni ’60 all’inizio degli anni ’80, Pino Guerrini lavora in Compagnia portuale e per una decina di anni è direttore amministrativo. Vede alternarsi tre ‘consoli’, Battista Piccinini, Sergio Morigi detto Mandrak e Luciano Valbonesi. Resta legato al mondo dello sport e allena la squadra di pallavolo della Compagnia portuale. Ma fa di più: è lui a dare un contributo decisivo per la nascita del Circolo ricreativo, tuttora uno dei più attivi della città. Arriva la pensione e Guerrini viene nominato presidente dell’Usl. “Mi piace ricordare due episodi – dice la figlia –. Il primo rende bene l’idea di che uomo fosse: una mattina la mamma si alza e si accorge che papà non è in casa. Il motivo? Si era alzato alle 5 ed era andato in ospedale, nel reparto di oculistica, per vedere quanta fila c’era. Era un reparto molto apprezzato e lui volle andare a constatare se le prenotazioni funzionavano. Quindi si mise in fila e contò i minuti necessari per arrivare allo sportello”. L’altro episodio riguarda invece l’apertura della filiale dell’allora Cassa di Risparmio di Ravenna, oggi La Cassa di Ravenna, dentro l’ospedale: “Un servizio diventato negli anni indispensabile”. Lascia i figli Rita e Romano e sei nipoti. Il ricordo dell’uomo politico viene da Giannantonio Mingozzi e da Eugenio Fusignani (segretario provinciale del Pri) e Stefano Ravaglia (segretario comunale): “Esempio di autorevolezza e competenza nel lavoro, fiero dei propri sentimenti e ideali e colonna del Pri sempre”. I funerali si svolgeranno domani alle 14.30 presso la cappella della Camera Mortuaria di Ravenna.

lo. tazz.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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