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Lo sport è amico della salute, ma attenzione a non farlo diventare un’ossessione

“In ogni allenamento, qualunque sia il tuo sport, ti senti distrutto perché devi andare oltre quello che sul momento ti sembra il tuo limite: tu cominci a correre e dopo un po’ ti sembra di aver esaurito ogni energia, mentre hai solo esaurito quello che io chiamo “primo fiato”. A quel punto bisogna sforzarsi per superare la crisi che sembra bloccarti, per arrivare al “secondo fiato”, dopo qualche minuto di sofferenza.

Quando l’allenatore dà lo stop senti il cuore battere vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto…; se non ci riesci è meglio che tu apra una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere”.

L’attività fisica fa bene, ma attenzione a non esagerare

Parola di Johan Cruijff, uno dei più straordinari calciatori della storia. È una riflessione condivisibile: un atleta di alto livello è chiamato a sviluppare abilità e capacità fisiche che richiedono una preparazione straordinaria. Per chi ha però aperto una tabaccheria o sta tentando di diventare presidente del Consiglio, è però altrettanto normale sottoporsi a estenuanti allenamenti quotidiani? Non è una domanda peregrina se alcuni (compreso chi scrive) si ritrovano alle 5.30 del mattino a macinare chilometri prima di andare al lavoro.

Fare 10 mila passi al giorno, la vera storia di uno slogan pubblicitario che resiste da 60 anni. Nonostante le smentite

L’esperienza della maratona

Preparare una maratona o una granfondo di ciclismo può essere un’esperienza umana, culturale, emotiva e sociale, non solo fisica. Non è un buon modo di preservare la propria salute, visto che a essere raccomandata è sempre una attività di intensità moderata. Però permette di accrescere abilità, sperimentare i limiti della propria volontà, conoscere il proprio corpo, trasformare la fatica in un gioco. Può rappresentare una straordinaria occasione di crescita, se integrata nella propria vita.

Per fare bene al cervello mettete in movimento le gambe

In alcune situazioni capita, però, che lo sport smetta di rappresentare un piacevole svago, ma diventi il centro di gravità dell’esistenza. L’esercizio si trasforma nel modo di racchiudere la propria vita intorno a un progetto controllabile perché limitato, non per arricchirla.

Come riconoscere lo stato di dipendenza

Un buon allenamento non dà soddisfazione; mancarlo produce angoscia, nervosismo, frustrazione. Proprio come una sigaretta. Se dunque vi accorgeste che l’unico modo per placare la sottile ansia che vi pervade ogni mattina è quello di completare il programma di allenamento, anche quando avreste altro da fare o lamentaste dolori o stanchezza, siete sulla via della dipendenza, che è piuttosto costosa. Riconoscerlo è il primo passo per placare l’ansia; condividere lo sport, relativizzarlo, smettere di isolarsi intorno al proprio programma, è un modo per ricollocarlo armoniosamente entro la vita.

Lo sport è passione, l’esercizio compulsivo è ossessione, amore folle. “Baratro oscuro, deflagrazione, scintilla che muove il passato, caviglie che si rompono nel correrti dietro, dolore…”, direbbe Alda Merini.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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