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Lo Sport dimenticato, i professionisti scendono in piazza: “Lesi i nostri diritti”

Sabato 20 febbraio manifestazione di protesta in tutta Italia: iniziative anche a Catania e Palermo. “Subito ristori e soluzioni a salvaguardia dei tantissimi posti di lavoro in questo settore”

ROMA – Riportare al centro dell’attenzione del nuovo governo lo Sport inteso come strumento cardine di tutela del diritto alla Salute.
Con questo preciso obiettivo, sabato 20 febbraio, a partire dalle ore 11, i professionisti dell’attività motoria scenderanno in piazza. Un’iniziativa trasversale che mobiliterà l’Italia intera: Roma, L’Aquila, Potenza, Catanzaro, Napoli, Bologna, Trieste, Genova, Trento, Milano, Torino, Ancona, Cagliari, Palermo, Firenze, Perugia, Roma, Campobasso, Bari, Venezia, Aosta e che vedrà anche il coinvolgimento di due città siciliane, Palermo e Catania.

Il mondo dello Sport, messo in ginocchio dall’emergenza pandemica chiede innanzitutto un pronto ristoro per i professionisti costretti alla chiusura, nonostante le spese per adeguamento alle norme di sicurezza Anti Covid “prevedendo tutti i codici Ateco”, si legge in una nota del Comitato Italiano Scienze Motorie (Cism).

“Il Dpcm del 14 gennaio 2021 – prosegue la nota – lede il diritto di lavoro degli oltre 80.000 professionisti di questo settore Laureati in Scienze Motorie e Diplomati Isef e il diritto alla Salute dei cittadini”.

Da ciò scaturisce la richiesta da parte del Cism di un riconoscimento professionale dei professionisti Laureati in Scienze Motorie e Diplomati Isef, anche in ambito sanitario, ed inserimento del Docente di Educazione Fisica di ruolo alla scuola primaria.

“Chiediamo – spiegano i professionisti dell’attività motoria – che sia permesso ai centri con personale Laureato in Scienze Motorie, Diplomato Isef e ai professionisti in oggetto di continuare a svolgere intervento di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico, di attività motorie adattate a soggetti in recupero motorio post-riabilitativo, con vizi posturali e con patologie croniche stabilizzate e/o disabilità psico-fisica che beneficiano dell’esercizio fisico come di una vera e propria medicina”.

Altro “nodo” da sciogliere riguarda il fatto che la formazione del nuovo governo a guida Mario Draghi non prevede al suo interno la figura del ministro dello Sport competente, “che non può in assoluto più essere opzionale, ma inserita di default in formazione di governo, mettendo a repentaglio una incompleta Riforma del Movimento e dello Sport in fase di ultima revisione ed approvazione”.

Si chiede dunque a gran voce un cambio di passo nella gestione della crisi economica e i presupposti per una discontinuità con il passato sembrerebbero esserci. Al governo Draghi spetta adesso il difficilissimo compito di ascoltare il grido di aiuto di chi è stato dimenticato e di individuare soluzioni che permettano di guardare al futuro con un minimo di ottimismo.

Fonte: qds.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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