Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Lo sport dilettantistico a rischio chiusura: «Colpa delle sanzioni del Fisco». Gli errori da evitare

Il mondo del Terzo settore sportivo e culturale, che rappresenta il 4% del Pil nazionale, è alle prese con le verifiche imposte dall’Agenzia delle Entrate che spesso eroga multe per errori che possono essere evitati: “Dopo la pausa per la pandemia i controlli sono nuovamente ripartiti – spiega Davide Magnabosco, manager sportivo e consigliere nazionale di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane – Le nostre attività sono quasi totalmente esenti da tassazione ma si può incappare in sanzioni dovute a questioni formali.”

Sono cinque gli errori più comuni da evitare e sempre cinque sono le azioni importanti da compiere per scongiurare problemi ed esborsi di denaro che spesso mettono a rischio l’intera attività: “ASI – dice Magnabosco – ha oltre 12mila associazioni e società sportive affiliate a livello nazionale e io personalmente ne seguo almeno un migliaio. Dalla mia esperienza, posso affermare che a creare problemi è una normativa che appare incerta, da interpretare, ma anche la mancanza, spesso e volentieri, di professionalità adeguate”.

Cosa può accadere, dunque? Un esempio su tutti. Il modello Eas, che corrisponde ad una sorta di comunicazione di inizio attività, se non viene presentato nel primo anno di attività non è sanabile, e comporta una sanzione sull’intero fatturato al minimo per l’Iva più la relativa multa. Ipotizzando ricavi per 500.000 euro, la sanzione contestata al minimo sarà di 140.000 euro, che spesso poi scende in fase di contenzioso ma che rappresenta comunque nella maggior parte dei casi un colpo mortale.

“Durante la costituzione della ASD/SSD (Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche), nella stesura dello Statuto, quello che scrivi poi lo devi fare – segue Magnabosco – spesso si reperiscono fac-simili da internet o ci si appoggia a commercialisti che non conoscono bene la normativa, originando interpretazioni non corrette della norma”. E’ necessario inoltre tenersi aggiornati perché le circolari dell’Agenzia delle Entrate e le sentenze della Cassazione, che di fatto danno indirizzo giuridico, sono molto frequenti ma, essendo di nicchia, mai pubblicizzate. Occorre quindi affidarsi a professionisti esperti del settore perché ogni Regione, su alcuni argomenti, ha un indirizzo diverso da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ricordarsi infine che è più importante la fotografia documentale di quello che si fa rispetto al valore sociale delle attività. Non basta insomma garantire welfare, occorre una documentazione precisa e adeguata.

Le cose a cui porre attenzione non finiscono qui: “ Produrre la documentazione come richiesto dalla legge – segue Magnabosco – non farlo o farlo nel modo sbagliato rischia di portare la ASD al disconoscimento delle agevolazioni”. E se la società esiste da molti anni, va revisionato lo statuto e se non più adeguato è necessario depositarne uno nuovo. Attenzionare inoltre la nuova normativa eventi CONI, che prevede un rapporto diretto del presidente della ASD con il CONI e la rendicontazione dell’attività sportiva.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Giugno 2022, 19:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: leggo.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *