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Lo sport americano trappola per Brundle: scambia Banchero per Mahomes

L’ex pilota di F.1, commentatore tv, ha scambiato in griglia il 19enne cestista con la stella della Nfl. Poi ha twittato con ironia: “Sarà uno dei momenti che segnerà la mia carriera”

Dal nostro inviato Mario Salvini

Tutti i veterani del paddock e della sala stampa, quei personaggi a loro modo leggendari che hanno assistito a centinaia di gran premi, assicurano di non aver mai visto niente di nemmeno avvicinabile a quanto accaduto nelle due ore che hanno preceduto la gara di domenica a Miami. Con il paddock e poi la griglia di partenza trasformate in un red carpet da notte degli Oscar. Ti giravi da una parte e vedevi Michael Jordan, dall’altra c’erano David Beckham che entrava alla Ferrari e Dwayne Wade che si avviava verso la Mercedes. Michelle Obama sabato osservava dalla tribuna mentre Michael Douglas premiava Charles Leclerc. Passeggiavi e incrociavi Venus e Serena Williams, o le guardavi chiacchierare con il loro omonimo Pharrell. 

J.J. Watts, gigante nfl al cambio gomme

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Lapo Elkann faceva gli onori di casa vestito tutto di giallo nella hospitality di Maranello, mentre Tom Brady posava con Lewis Hamilton in quella della Mercedes. Mario Andretti presentava John Oates ad altri ex piloti. E Jackie Stewart convinceva lo stesso Andretti, Jacques Villeneuve, Emerson Fittipaldi e Juan Pablo Montoya a farsi una foto tutti insieme, ché un ricordo così non sarebbe tornato mai più. J.J. Watts, uno dei più grandi difensori della storia della NFL, si è buttato nella squadra del cambio gomme della Haas, col suo metro e 96 per 131 kg, le nuove e più pesanti ruote da 18” le sollevava come caramelle. Mentre James Corden, in divisa da meccanico, le gomme le lavava fuori dal garage della McLaren. E poco lontano transitavano Matteo Renzi e la moglie Agnese. Donne e uomini della Formula 1 sono sembrati straniti, molti erano infervorati, qualcuno seccato. E tutti erano consapevoli di una cosa: di perdersi qualche vip. Perché ce n’erano talmente tanti, alcuni famosi solo da questa parte dell’Atlantico, certi da quell’altra, che sarebbe servita una app per orientarsi. Con la buffa conseguenza di ospiti, meccanici, persino giornalisti che, con aria dubbiosa, di fronte a certi capannelli chiedevano timidi: “ma chi è quello?”.

brundle confusionario

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E siamo a Martin Brundle che era in diretta tv, e dunque non ha avuto modo di informarsi per tempo. Inglese, ex pilota con 165 GP tra 1984 e 1996: da anni Brundle è voce dalla griglia di partenza per la tv britannica. Con la competenza data dall’esperienza e un bel po’ di allegria, sa sempre come informare divertendo. Solo che stavolta era in onda anche sulla tv americana, e di Formula 1 saprà anche tutto, ma di sport americani molto meno. Aveva una lista di ospiti, certo, poi ha dovuto far come ha potuto. Ad un certo punto, dopo aver parlato con Beckham, le sorelle Williams, Michelle Obama e DJ Khaled, gli si è parato di fianco Gianluca Vacchi, da noi celeberrimo influencer/youtuber, per lui un bello sconosciuto. “Scusami, ma non so chi tu sia”, gli ha detto in diretta. La cosa ha fatto sorridere, in America, ma è stata nulla rispetto a quando, approcciando un ragazzo altissimo e in maglietta bianca, gli ha urlato: “Patrick, Patrick”. E lui niente, non ha fatto una piega. Che spocchioso questo Patrick Mahomes, deve aver pensato il povero Brundle. Il problema è che quello non rispondeva perché non era il quarterback dei Kansas City Chiefs vincitore del Super Bowl del 2020. Era Paolo Banchero, alto 2.08, nome, cognome e passaporto italiani, 19enne, super talento anche lui, ma non nel football, nel basket. Stella di Duke, predestinato ad esser chiamato tra le primissime scelte al draft NBA. Constatata la ragione per cui era stato ignorato, ma rendendosi conto che quel ragazzone, con quella stazza da atleta e una cifra di pass al collo, era incontrovertibilmente un vip, gli ha dovuto chiedere: “Lei come si chiama, signore?”. Scatenando una bella ilarità in tutta l’America. Anche se bisogna ammettere che, a parte i 7 anni di meno, una certa somiglianza, tra Banchero e Mahomes, ci sarebbe anche. Come Brundle, tapino, sarà condannato a ricordare per sempre. “Sarà uno dei momenti che segnerà la mia carriera”, ha riso con la consueta bonomia. Mentre Mahomes, per la verità sulla lista degli ospiti ma mai arrivato (come Lebron James e The Rock Johnson), da casa ha twittato: “Non è possibile, fratello”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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