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LIVE Il giorno più lungo di Messi: “Resto al Barça, ma questa gestione è un disastro”

Il fuoriclasse argentino ha comunicato la decisione sul proprio futuro, senza risparmiare bordate alla dirigenza blaugrana

La telenovela Messi è all’epilogo: resta in blaugrana. “Ma volevo andarmene – annuncia lo stesso Leo in un’esclusiva con Goal.com -. La gestione di Bartomeu al Barcellona è un disastro. Resto perché non mi è stato permesso di andar via e non voglio iniziare una battaglia legale col club”.

La parola non mantenuta

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Questi alcuni estratti della lunga intervista, in cui Messi parla finalmente a cuore aperto e spiega la sua versione dei fatti. “Dopo la sconfitta pesante col Bayern stavo male, non avevo voglia di niente. Volevo solo che passasse il tempo per poi chiarire tutto – spiega -. Ho detto alla società, soprattutto al presidente, che volevo andare via. Gliel’ho detto durante tutto l’anno. Pensavo che fosse il momento di farsi da parte. Credevo che il club avesse bisogno di gente più giovane, di gente nuova, e pensavo che si stava per concludere la mia avventura al Barcellona con grande dispiacere, perché ho sempre detto che avrei voluto chiudere qui la mia carriera. E’ stato un anno molto complicato, ho sofferto molto durante gli allenamenti, nelle partite, nello spogliatoio. Era diventato tutto molto difficile per me e è arrivato un momento in cui ho pensato di andare in cerca di nuovi obiettivi, di aria nuova. Non è stato a causa del risultato in Champions contro il Bayern, era da molto tempo che stavo pensando a questa decisione. Gliel’ho detto al presidente e il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se andarmene o se restare e alla fine non ha mantenuto la sua parola. Non mi sono sentito solo, ma mi ha fatto male quando è stato messo in dubbio il mio amore per questo club. Che io vada o che io resti, il mio amore per il Barcellona non cambierà mai”.

Nessun progetto

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“Ho avuto la possibilità di andarmene dal Barcellona tante volte e guadagnare più soldi, ma era casa mia. Ho sempre detto che volevo restare qui, che volevo un progetto vincente e vincere titoli con il club per continuare a far crescere la leggenda del Barcellona a livello di trofei. E la verità è che da tempo che non c’è un progetto né nulla, loro si destreggiano e coprono i buchi mentre le cose vanno. Puoi vincere o perdere, ma devi competere. Almeno competere e non crollare come a Roma, Liverpool, Lisbona. E questo mi ha portato a decidere di andar via. Come detto, pensavo ed ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno. Adesso si aggrappano al fatto che non l’ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per la Liga nel mezzo di questo tremendo coronavirus e che questa malattia ha alterato tutta la stagione. E questa è la ragione per la quale resterò al Barcellona. Adesso resterò perché il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile. C’era un altro modo ed era andare in tribunale. Ma non farei mai causa al Barcellona perché è il club che amo, che mi ha dato tutto sin da quando sono arrivato, è il club della mia vita. Anche se ultimamente non ho trovato felicità all’interno del club”.

Nervi tesi

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Nelle ultime ore prima dell’annuncio, la Pulce sembrava invece intenzionata ad andare al contrattacco, ribadendo di potersi liberare a costo zero. Messi (rappresentato dal padre, firmatario della lettera) ha infatti ribattuto al comunicato della Liga pubblicato il 30 agosto, ribadendo di non considerare più valida la clausola risolutiva da 700 milioni cui continua ad appellarsi il Barcellona.

La replica della Liga

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Immediata la reazione della Liga, che alimenta la diatriba con Messi. “La risposta del giocatore conferma l’interpretazione decontestualizzata e lontana dalla realtà di quanto letteralmente espresso nel contratto. Pertanto – chiosa il comunicato della Liga – si ribadisce il contenuto del comunicato del passato 30 agosto”. Un braccio di ferro che comunque non porterà a una battaglia legale: seppure a malincuore, Messi ha deciso di restare al Barça.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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