Viva Italia

Informazione libera e indipendente

L’Italia parte alla grande e se la gioca, ma una brutta Inghilterra non perdona

A Twickenham gli azzurri subito in meta con Ioane, ma poi ne incassano 6 di Hill, Watson (2), May, Willis e Daly. Nel secondo tempo anche il lampo di Allan, ma non c’è ormai più storia. È la sconfitta consecutiva numero 29 nel Torneo

Una pessima Inghilterra ha sconfitto per 41-18 l’Italia a Twickenham nel match che ha aperto la seconda giornata del Sei Nazioni di rugby. Una vittoria tutt’altro che convincente (come accade ormai abbastanza spesso da un annetto a questa parte), ma che almeno rimette in carreggiata la squadra del c.t. Eddie Jones dopo la sconfitta interna di una settimana fa con la Scozia. Dopo la settimana di pausa, alla ripresa del 27 febbraio, l’Inghilterra sarà ospite del Galles, gli azzurri riceveranno invece la visita dell’Irlanda all’Olimpico di Roma. Per gli azzurri è la sconfitta consecutiva numero 29 nel Torneo.

Magia

—  

L’avvio di partita è degli azzurri è sorprendente: con un buon possesso in avanzamento guadagna prima una punizione a metà campo, poi dalla penaltouche il gioco viene subito aperto al largo verso sinistra, il passaggio piatto di Stephen Varney è una delizia per timing e qualità, Paolo Garbisi serve velocemente Jacopo Trulla che in 2 contro 1 fa la cosa giusta, fissa l’avversario e libera la corsa in meta di Monty Ioane (Garbisi manca la trasformazione). Gli inglesi ci mettono un po’ a reagire e vanno a segno all’8′ con un facile piazzato di Owen Farrell dopo un paio di infrazioni consecutive della difesa azzurra. Un lungo e attacco degli inglesi esclusivamente con gli avanti costringe gli azzurri a difendersi sulla linea di meta e alla fine a sfondare, non senza difficoltà, è il la seconda linea Jonny Hill, con Farrell che manca la trasformazione. Gli inglesi continuano però a commettere infrazioni e al 20′ Garbisi firma l’8-8 su piazzato. Al 26′ un attacco non proprio perfetto degli inglesi, tra passaggi buttati via e comunicazione imperfetta, è Anthony Watson a sfruttare una superiorità al largo: con una semplice finta manda all’esterno Ioane e Varney e poi si butta dentro per la comoda passeggiata sotto i pali (Farrell trasforma). L’Italia difende bene nel finale di tempo, agevolata anche da un gioco inglese monocorde e farraginoso, ma a tempo scaduto incassa la terza meta, frutto di una magia di Jonny May, che riceve largo a sinistra e sulla chiusura di Luca Sperandio salta l’azzurro volando verso la bandierina a schiacciare (Farrell manca anche questa trasformazione), per il 20-8 sul quale si va al riposo.

Un lampo contro 3 mete

—  

L’Inghilterra riparte in attacco, ma sempre senza troppa convinzione e da una bella difesa al limite dei 22 gli azzurri rubano palla, Garbisi con un calcio serve perfettamente largo a sinistra Ioane, che salta un placcaggio non convintissimo di May e arriva fin dentro i 22 inglesi, quindi sul successivo raggruppamento un fallo da terra di Maro Itoje offre a Garbisi il comodo piazzato dell’11-20. Al 20′ l’Italia contrattacca bene con Carlo Canna e Ioane, entra in maniera convinta nei 22 avversari, ma poi sul più bello Garbisi (autore di un’ottima partita, sia in attacco che in difesa) apre stavolta un passaggio troppo facile da leggere per Watson, che intercetta e si ritrova il campo completamente aperto per la corsa fin sotto i pali che vale doppietta e bonus (e Farrell almeno questa la trasforma). Al 60′ una punizione battuta velocemente sui 10 metri lancia Dan Robson (subentrato a Ben Youngs) dentro i 22, il mediano ne salta 3 e viene fermato a pochi passi dalla meta, ma poi dopo un paio di pick and go è la terza linea Jack Willis a sfondare (Farrell trasforma). Al 66′ l’Italia ha una mischia a favore da posizione centrale sulla linea dei 22, Varney la porta fuori velocemente e innesca Federico Mori (subentrato a Canna), che rompe due placcaggi e offre in offload un pallone che Tommaso Allan (subentrato a Garbisi) deve solo adagiare sotto i pali per poi trasformare anche. Passano però appena 2 minuti per la replica inglese: pallone portato da Kyle Sinckler di prepotenza nei 5 metri, poi a Robson basta un passaggio per approfittare della netta superiorità a sinistra e servire Elliot Daly per la sesta meta, facilissima (che Farrell trasforma). L’Inghilterra chiude in attacco, ma, perfettamente in linea con la sua partita, giocata senza convinzione e a ritmo blandissimo, pasticcia anche su una mischia a 5 metri, offre l’ultimo possesso agli azzurri, ma non succede più niente.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *