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L’inverno scalda i motori “Stazione sciistica pronta”


Le piste di Monte Falco - Capanna
Le piste di Monte Falco – Capanna

di Oscar Bandini Ha destato preoccupazione e sorpresa tra gli operatori del settore e gli appassionati degli sport invernali la notizia che la stazione invernale di Campigna non risultasse tra l’elenco dei beneficiari delle risorse (oltre 3 milioni di euro) messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per la qualificazione delle stazioni invernali, per migliorare la sicurezza, la qualità del servizio e per sfruttare al meglio il potenziale attrattivo dell’Appennino bianco. Ci ha dovuto pensare così il…

di Oscar Bandini

Ha destato preoccupazione e sorpresa tra gli operatori del settore e gli appassionati degli sport invernali la notizia che la stazione invernale di Campigna non risultasse tra l’elenco dei beneficiari delle risorse (oltre 3 milioni di euro) messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per la qualificazione delle stazioni invernali, per migliorare la sicurezza, la qualità del servizio e per sfruttare al meglio il potenziale attrattivo dell’Appennino bianco. Ci ha dovuto pensare così il sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi a ridimensionare il problema alla vigilia della stagione invernale 2021-22 sulla quale gli operatori nutrono grandi speranze per far ripartire la piccola ma completa stazione invernale di Fangacci – Monte Falco, la più importante della Romagna.

“Tranquillizzo tutti – precisa il primo cittadino – perché la stazione invernale è pronta a partire. A breve ci sarà il collaudo dell’impianto di risalita di Monte Falco che ha potuto godere già nel 2020, per la manutenzione, delle risorse regionali anche se, purtroppo, a causa della pandemia la stazione è rimasta chiusa. Per questo non erano necessarie, al momento, nuove risorse. Nel frattempo attraverso la Provincia di Forlì-Cesena si sta predisponendo un progetto complessivo e corposo di riqualificazione dell’intera area sportiva e l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini aspetta di verificare e finanziare le nostre richieste come è accaduto per le stazioni del Modenese, del Bolognese, del Reggiano e del Parmense”.

Valbonesi non si sbottona, ma sul piatto tre sono le direttrici di questo progetto di riqualificazione di tutta la delicata area interna al Parco nazionale e alla Riserva biogenetica di Campigna: l’accordo con l’Agenzia del demanio statale, proprietaria dei terreni, e il Raggruppamento carabinieri forestali per la biodiversità di Pratovecchio che la gestiscono per firmare una convenzione di 15 anni. In secondo luogo la formazione di un’associazione temporanea d’impresa (Ati) tra pubblico e privato, alla quale affidare la gestione di tutti gli impianti e dei servizi annessi come parcheggi, rifugio e altro ancora.

Infine la scelta tra due progetti di rilancio della stazione, attraverso o la costruzione di una seggiovia o il completo rifacimento ex novo con un moderno e sicuro impianto di risalita a fune. Su tutto ciò si dovranno esprimere poi l’ente parco, l’Agenzia del Demanio, il Raggruppamento Carabinieri forestali, il Comune, la Provincia, l’Unione dei Comuni, ma anche la Consulta di frazione di Corniolo – Campigna e naturalmente gli operatori del settore.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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