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L’Inghilterra inventa gli sport ma non vince mai, la strana maledizione che colpisce gli atleti di Sua Maestà

Il Regno Unito regala al mondo sport che vengono amati da milioni di appassionati in ogni angolo della terra, per poi essere costretta ad assistere al trionfo altrui

L'Inghilterra inventa gli sport ma non vince mai, la strana maledizione che colpisce gli atleti di Sua Maestà

(Foto Ansa)

E’ il paese che ha inventato molti tra gli sport più popolari, codificando regole e abitudini, eppure da sempre fatica a tradurre la primogenitura in primato mondiale. Come una maledizione, l’Inghilterra – e per esteso il Regno Unito – regala al mondo sport che vengono amati da milioni di appassionati in ogni angolo della terra, per poi essere costretta ad assistere al trionfo altrui. Un po’ come se nel basket gli Usa non vincessero mai, o quasi mai.

Il calcio inglese ne è l’esempio più doloroso per i sudditi di Sua maestà: l’Inghilterra non solo vanta la Federcalcio più antica del mondo, ma a ragione può rivendicare di aver organizzato la prima partita internazionale (Inghilterra-Scozia 1-1), nel 1872, quando nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo il football era ancora sconosciuto. Eppure in 15 apparizioni ai mondiali i Tre Leoni hanno vinto una sola volta, nella Coppa del Mondo del ’66, seguita da due sole semifinali, nel 1990 in Italia, e tre anni fa in Russia.

Ancor più deludente il palmares continentale: quella contro gli Azzurri è stata la prima finale in 10 presenze alla fase finale di un Europeo. Se i club della ricca Premier League vincono, grazie soprattutto al contributo decisivo dei giocatori stranieri, a livello di rappresentativa nazionale i risultati restano tradizionalmente deludenti. E non solo nel calcio.

Nel cricket infranto il tabù. Ma che fatica

Nel cricket, altro sport tipicamente britannico, l’Inghilterra è riuscita finalmente ad infrangere il tabù solo due anni fa, nei mondiali di casa, dopo 12 Coppe del Mondo vissute da comprimaria. Anche nel rugby gli inglesi, pur competitivi a livello europeo, faticano sui palcoscenici internazionali: 9 presenze nella Coppe del Mondo e una sola vittoria, nel 2003 contro i padroni di casa dell’Australia. Se nel calcio sono trascorsi 55 anni dall’unico trionfo mondiale, a Wimbledon per esultare della vittoria di un tennista di casa (peraltro scozzese) si è dovuto attendere 77 anni: dal terzo trionfo Fred Perry (1936) a Andy Murray che nel 2013 ha spezzato il sortilegio.

Fonte: sport.tiscali.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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