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Leonardo, parla Profumo: «Vogliamo essere leader ma l’Italia deve fare una scelta»

Leonardo, parla Profumo: «Vogliamo essere leader ma l'Italia deve fare una scelta»

Il nome è semplice: Leonardo. Ma è forse il gruppo che gli italiani fanno più fatica a capire bene cosa faccia. Confrontato con Enel ed Eni, gli altri due colossi che vedono come primo azionista lo Stato, può essere un rebus. La prima è la più grande azienda elettrica al mondo, la seconda se la deve vedere con i signori di Exxon e Chevron nella più profonda trasformazione industriale al mondo, quella basata sulla transizione energetica. E la terza? A Leonardo spetta non solo difendere una leadership mondiale incontrastata negli elicotteri e una posizione importante nell’aeronautica, ma da quella che nella mente di molti è rimasta l’ex Finmeccanica dipende buona parte del concetto di “difesa” di un Paese nel terzo millennio. Tradotto: l’avamposto digitale, tecnologico posto a guardia della sicurezza che in questo scorcio di inizio millennio significano quei muri impalpabili fatti di elettronica sofisticata, supercomputer, in poche parole appunto “barriere digitali intelligenti” capaci non solo di difendere ma prevenire e anticipare eventuali attacchi. «Eh sì facciamo un mestiere complicato», sorride Alessandro Profumo che da 4 anni guida il gruppo dopo aver contribuito a creare un altro colosso, vale a dire la banca più internazionale con base in Italia, Unicredit, e tentato il salvataggio di Mps. «Capisco la fatica di capire la complessità di un settore come il nostro, ma se vogliamo garantire uno sviluppo solido e sicuro all’industria e quindi alla nostra crescita questo è il momento».

Ma chiunque si trovi a guidare grandi aziende oggi parla di tecnologia, pervasività del digitale…


«Lei prima faceva il paragone con Eni ed Enel, a differenza loro che hanno una competenza specifica al cuore del loro business, per noi di Leonardo essere leader negli elicotteri, o aspirare a esserlo nei velivoli, nello spazio, significa avere una pluralità di competenze core. Queste competenze devono necessariamente garantire interconnessione e interoperabilità. E questo è possibile grazie all’elettronica e al digitale».

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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